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venerdì 1 gennaio 2010

Hopelessly Hopeful

A New Start






Mamma mia, che Capodanno. Una mia amica mi ha detto che ciò che inizia male di solito finisce nel migliore dei modi. Bè, speriamo davvero!




Alla fine, però, posso comunque trovare i suoi lati positivi. Un bellissimo scorcio di mare, di quelli che li resteresti a guardare per ore o giornate intere lasciando che le onde immergano, rinfreschino, cancellino e ricreino i tuoi pensieri... Una o due docce di Moscato di quelli talmente buoni che ti ci ubriacheresti (ma forse, col senno di poi, dovrei togliere il condizionale)... Un po' di musica per far casino (ma si poteva fare di meglio)... I bei botti colorati e casinisti...


Insomma, tutto sommato avrebbe potuto andare peggio. Non sto a scendere nei dettagli degli aspetti negativi perché 1) ho già raccontato la storia personalmente fino alla nausea e 2) è quasi finito il primo giorno del nuovo anno, e voglio inaugurarlo con un post ricco di speranza o quanto meno povero di robe tristi.




Sì, perché è difficile non farsi coinvolgere dalla voglia di rinnovamento che l'inizio di un nuovo anno porta con sé, specialmente se l'anno appena passato non è stato esattamente dei migliori. È qualcosa di quasi irrazionale; voglio dire, in fondo si tratta soltanto di un numero che cambia. Cosa potrà mai avere oggi di così diverso da ieri? Bè, tecnicamente nulla, praticamente tutto.




A volte le cose sono o sembrano così statiche, che vedere che, finalmente, anche il tempo si decide a muoversi e a cambiare è una gran cosa. In fondo le nostre azioni dipendono dalla nostra psiche, da quella serie di illusioni che nascono ogni singolo secondo della nostra esistenza come reazione al nostro contatto con la realtà. E allora quale spinta può essere migliore di quella dell'illusione del tempo che dopo centinaia di giorni passati in contemplazione, in paura e in lento progredire nascosto, si butta coraggioso, come da una scogliera, cambiando in un momento?




Eh sì, sarà stupido, ma io voglio crederci in questo cambiamento, voglio credere in un anno appena nato che ha tanta voglia di fare, crescere e vivere, voglio credere in un 2010 che porti con sé la svolta e che valga la pena di essere vissuto.




Tutto questo e anche di più, ovviamente, lo auguro di cuore anche a Voi, che vivete nel mio cuore.






Yeah...


All is quiet on New Year's Day,


a world in white gets underway,


I want to be with you,


be with you night and day...


Nothing changes on New Year's Day,


on New Year's Day...




I will be with you again,


I will be with you again...

giovedì 24 dicembre 2009

Life inside a snow globe

Inverno






Questi giorni di festa sono strani. Che poi, "festa"... Forse sarebbe più opportuno dire "vacanza". Ad ogni modo, questo è un periodo in cui tutto sembra allo stesso tempo incredibilmente pieno e terribilmente vuoto. Forse è semplicemente un periodo pieno di vuoto. Sì, dev'essere così. Un po' come in una bellissima palla di vetro, che basta scecherarla un po' e quel piccolo mondo inanimato che c'è dentro sembra prendere vita, con quei bianchissimi fiocchi di neve che cadono vorticosi al suo interno. Che poi potrei dire lo stesso dell'estate. Ma all'occasione anche dell'autunno e della primavera. Solo che non ci sono le palle di vetro estive, primaverili o autunnali. Vabbè, boh. Se non altro ho un po' di tempo per riposare, evitarmi il freddo e non ripetere le stesse cose fino alla nausea.




Ho anche intenzione di leggere qualche libro, in questi giorni. Ne ho comprati due proprio recentemente e mi sono arrivati a casa oggi, giusto in tempo per non perdersi nei meandri temporali dei disservizi natalizi. E poi c'è anche la biografia dei Bon Jovi, che ha aspettato pazientemente un mesetto e che ora scalpita dalla voglia di essere letta.




Spero anche di riuscire a vedere qualche film; ne ho scaricati diversi ultimamente, tutti sulla stessa tematica, quindi può darsi che dopo un paio ne abbia già le palle piene. O forse mi appassioneranno a tal punto da farmi diventare un'esperta della categoria.




Ma ciò che desidero più di ogni altra cosa fare in questi giorni di stop è riordinare la mente. Avvenimenti recenti e vecchie, vecchissime questioni in sospeso stanno lì e mi guardano con i loro grandi occhioni un po' compassionevoli e un po' minacciosi, non si sa bene. La loro ambiguità mi fa un po' paura.




Quindi, sì, queste vacanze sono molto importanti per me; voglio a tutti i costi sfruttarle al meglio.


E poi, anzi, nel mentre, inizierà il nuovo anno. Il 2010. Suona promettente, rivoluzionario. Ogni sua cifra urla "cambiamento". Bè, spero che qualcuno le stia a sentire.




Nel frattempo, chiudo questo post augurando a tutti i miei abituali visitatori, dichiarati e nascosti, amici e fans anonimi, ed anche a tutti i naufraghi capitati di qui per caso e scappati via quanto prima (non li biasimo), buone laiche feste ed un meraviglioso anno nuovo!






There's hope, I know,


out on that lonely road,


'cause home is where you are and where I am...


Breathe in, breathe out,


there's only now,


and all I've got I'm holding in my hands...


We're breaking out of Brokenpromiseland...

mercoledì 11 novembre 2009

Waiting for something more...

Time Flies






Non che la mia mente perda mai tempo su questo errore di un attimo protratto per mesi, ma oggi ho guardato la data e ho pensato "oh, un anno". Già, è passato un anno, e, insieme a lui, è passata anche tanta, tantissima acqua sotto i ponti da allora.




Boh, che dire... Sembra ieri, sembra un millennio fa, sembra realtà, sembra illusione. Sembra. In realtà non è nulla, se non un amaro segno nella memoria, uno un po' più piccolo sul cuore. Mi guardo indietro con tanta, tanta indifferenza. Quanto basta di rabbia, un po' di orgoglio dimenticato... e la consapevolezza che ciò che è stato dopo, ciò che è adesso... non sarebbe mai stato... forse nemmeno io sarei mai stata quello che sono ora... Che poi, cosa sono ora? CHI sono ora? Ma quella è altra storia... Tanto la risposta dubito arriverà in tempi brevi, se mai arriverà.




Il fatto è che quell'errore, quell'ingenua illusione, quella sofferenza così profonda da non riuscire ancora oggi a spiegarmi come facesse a non avere radici... tutto questo è servito a qualcosa.




Altro dolore, altro amore, altri innumerevoli giri di orologio ne sono susseguiti. Stesso destino di un'altra storia, ma della stessa persona. Quella stessa persona che un giorno di giugno iniziò a scrivere in questo blog, chiedendosi proprio in quel di novembre dove si sarebbe ritrovata. Ecco dove mi sono ritrovata. Esattamente dov'ero prima: esattamente davanti a questo schermo, seduta a questa scrivania, muovendo le dita su questa tastiera.




È cambiato poco, non è cambiato nulla, sono cambiate molte cose. Dipende un po' da che prospettiva si decide di guardare la situazione. E anche dal giorno, o meglio, dal secondo in cui lo si fa.


Non lo so, mi è difficile fare una sorta di bilancio, di grafico delle entrate e delle uscite, o magari indicare, con una semplice freccia rossa rivolta verso il basso o una verde rivolta verso l'alto, come si fa in Borsa, se ora "va meglio" o "va peggio".


Diciamo soltanto che VA, ed è già qualcosa. Io e il futuro non andiamo molto d'accordo. La massima proiezione che posso avere di me stessa nel futuro è più o meno di 6-7 giorni. Oltre c'è il vuoto. Quindi sapere che sono ancora qui, in un modo o nell'altro, non è di poco conto.




Che dire, faccio un passo avanti e ne faccio tre indietro. A volte la mia testa spunta fuori da questa fossa, ma il corpo rimane immobile, ed io rimango mera spettatrice di qualcosa che non so, qualcosa che non è mio e che non so nemmeno se voglio che lo sia.




Il prossimo anno chissà dove sarò...






The broken clock is a comfort, it helps me sleep tonight,


maybe it can stop tomorrow from stealing all my time...


And I am here still waiting, though I still have my doubts;


I am damaged at best, like you've already figured out...

mercoledì 9 settembre 2009

I Have A Dream...

Door To The World






Tutti ricorderanno gli innumerevoli posts in cui sfogavo la mia confusione cercando di trovare delle risposte ai grandi interrogativi che ho.


Bene, sono qui per dirvi che una risposta l'ho trovata.




Forse deluderò alcuni di voi, e forse coi mesi deluderò anche me stessa, ma andrò incontro a questo rischio, perché dovete davvero credermi se vi dico che prendermi un anno sabbatico era l'unica risposta che potevo trovare in questo momento. E sapete perché? Perché è una risposta al mio presente, non al mio futuro.




Prima di vedermi in questo mondo tra 10, 20 o 50 anni, ho bisogno di vedermi in questo mondo ORA. Ho bisogno di trovare me stessa e farmi trovare dagli altri per quella che sono veramente. Ho bisogno di girare l'Italia, per quanto posso, per capire e per capirmi.




Il fatto è che la terminologia può trarre in inganno. Il termine "anno sabbatico" fa saltare alla mente parole come "pausa", "interruzione", "riposo", etc...




In realtà il mio intento prevede proprio l'opposto! Ciò che voglio finalmente mettere in atto è un nuovo inizio, fatto di ricerca personale, di scoperta, di mettersi in gioco...


Tutto questo senza investire sul futuro, perché purtroppo non ho nulla da investire al momento... Ma costruendo invece le fondamenta, sulle quali poi, fra un anno, potrò investire e andare avanti a costruire.




Non sarà un anno perso, questo me lo prometto. E spero di avere ancora la vostra fiducia, perché avrò bisogno anche del vostro aiuto (come sempre d'altra parte: siete la mia linfa!)...




I HAVE A DREAM... Heheheh... ;)






It's my life,


It's now or never...


I ain't gonna live forever,


I just want to live while I'm alive (it's my life)...


My heart is like an open highway,


like Frankie said, I did it my way...


I just wanna live while I'm alive,


it's my life

venerdì 21 agosto 2009

Dreaming of Ice-Cream Women Far Away...

Oddio... Il mio occhio è appena passato dalla data di pubblicazione del mio ultimo post qui, a quella di oggi che viene fuori quando si passa il cursore sopra l'ora in basso a destra dello schermo. 5 agosto e 20 agosto. 15 giorni. Wow. Bè, c'è da dire che fino a qualche giorno fa ero ancora fuori sede e, nonostante ciò, durante quelle due settimane ho comunque trovato modo di postare un articolo qui, affrontando tutte le difficoltà del caso.




E ora eccomi qui, tornata a casa, confusa quanto prima, con più caldo di prima, e con un filo di abbronzatura più di prima.


Home sweet home. Davvero? Non ne sarei così sicura... Ma in fondo già lo sapevo prima ancora di tornare. Non vedevo l'ora di farlo, ma sapevo benissimo che, allo stesso tempo, tornare a casa mi avrebbe di nuovo, per l'ennesima volta, posto davanti agli stessi problemi, alla stessa routine, agli stessi quesiti, agli stessi luoghi e odori di sempre. Che palle.




Sono proprio curiosa, e allo stesso tempo terrorizzata, di sapere dove sarò tra un anno o anche solo tra qualche mese da adesso. Spero da un'altra parte, spero con gente a posto.




Leaving






Sì, perché la compagnia è tutto nella vita. Non importa dove sei o cosa fai, ciò che conta è le persone che ti circondano. Ne sono fermamente convinta. E allora forse dovrei dare la priorità proprio a questo fattore quando si tratta di grandi decisioni, visto che tanto non sembro avere altre lampadine ad illuminarmi la strada e a dirmi dove andare...




Non ho molte certezze a riguardo, anzi, ben poche... Ciò di cui sono sicura al 100% è che voglio tanta tanta tanta musica, e poca poca poca gente, ma come dico io. E poi voglio la mia chitarra, così è la volta che la imparo a suonare. Ah, e il mio cuscino. Sì, non ne voglio un altro, voglio lui... Sono una sorta di versione un po' più adulta e queer di Linus (e la sua copertina - non potevo non citarla, che sennò poi si sentiva solo). Poi voglio i miei futuri Ray-Ban ed una piastra per capelli. Poi quando sarò diventata cool abbastanza e piena-di-soldi abbastanza, voglio un iPhone, così potrò passare le ore su Facebook, ma riuscire comunque a vivere la mia super-impegnatissima vita stracool. No, vabbè, mo sto sclerando... Ma più o meno i piani sono questi.




Come? Queste sono stronzate e dovrei pensare a cosa fare della mia vita? Magari un lavoro per comprarmi le cazzate che voglio ed un'università da frequentare così non sto ignorante come una capra? Mah, forse c'avete pure ragione. Sì-sì, mi sa proprio che c'avete ragione. Vabbè, ma quello è secondario... o no? La vita è fatta di priorità, direbbe un Magnum con due belle gambe e i capelli fluenti sulle spalle abbronzate di cioccolato che crocchia e si scioglie in bocca.




Vedremo dove mi porta la mia materia grigia...




Ciau, People... Alla prossima!




P.S.: No, non ho bevuto stasera. E no, non ho nemmeno fatto uso di droghe. Come uso sempre dire io, è tutta farina del mio sacco... ;)

mercoledì 5 agosto 2009

Errare è umano, perseverare... non ha senso

Sono le 6.47 e sto scrivendo queste parole a mano su un blocco note. Le trascriverò più tardi a computer, sperando di poterle pubblicare subito sul blog.





Ieri sera sono andata a dormire a mezzanotte perché ero distrutta da un indefinito quantitativo di sonno arretrato, ma la verità è che, alla fine, non ho chiuso occhio tutta la notte, se non per una o due orette scarse.



Il mio lettore mp3 mi ha accompagnato per parte di questa notte in bianco, mentre ora il blocco note sta portando a termine il lavoro in queste prime ore mattutine.



Ormai, col tempo, ho capito che quando mi capitano queste notti "no", è inutile continuare a provarci: non mi addormenterò. I pensieri continuano il loro lavoro, instancabili, e mi portano a conclusioni più o meno conclusive, a propositi più o meno rispettati.





E così eccomi qua, a scrivermi e a scrivervi, perché stamattina ha qualcosa di diverso. Stamattina, in questa campagna desolata e un po' turistica, calda e a tratti gelida, ho avvertito il classico impulso da blog. Quel sempre più familiare e irresistibile bisogno di prendere una tastiera (o qualsiasi valido sostituto offrano le circostanze) e buttare giù tutto quello che passa per la testa, possibilmente senza filtro alcuno.



E allora lasciatemi sfogare un po' di quello che mi è passato per la testa in queste ore.



L'amore. L'amore è tutto, l'amore è niente. Esiste, non esiste, è un'illusione, boh.



Ho preso il cellulare e ho riletto un po' di messaggi raccolti nei mesi, forse anche negli anni.



Piccole pillole d'affetto o presunto tale dalle più svariate persone. Ognuna di queste è per la sua strada adesso, e mi chiedo quanto sia colpa loro e quanto, invece, mia. Ognuna di queste mi ha deluso a suo modo e quindi, alla fine, non m'importa più di tanto.



Ma quando qualcosa finisce ti sembra subito così lontano, e invece non ti accorgi di quanto la sua ombra ti stia ancora col fiato sul collo.





La mia adolescenza, per esempio, è stata un puro inferno. Un conflitto estenuante con me stessa, con gli altri e con il mondo.



Il mio mondo non era in bianco e nero, no. Tanto meno a colori. Il mio mondo era in scala di grigi. Perennemente in bilico tra il vivere e il morire, tra il bianco e il nero, appunto, i quali amavano incontrarsi, sfiorarsi, miscelarsi.



Di quel periodo ricordo tutto e non ricordo niente.



Ricordo il vento. Fortissimo. Quello stesso vento che tutt'oggi amo sentire sulla pelle, trafiggermi, entrarmi dentro, farmi sentire viva.



Ricordo le scale. Tante, infinite scale. Simbolo di una cosa e del suo contrario, sembravano farsi beffa di me che non riuscivo a interpretarle.



Ricordo gli sguardi, le parole, le lacrime.



Ricordo la consapevole volontà di buttare nel cesso i miei sogni, il mio futuro, la mia stessa vita... solo perché avevo paura. Solo perché non mi ritenevo degna.



E adesso? Adesso cosa sto facendo? Non sono forse queste stesse parole a descrivere quello che sono ora, un'altra volta? O forse non ho mai smesso di esserlo.



Non mi sono mai illusa di aver dimenticato il passato. So benissimo che non si può, e comunque non vorrei. Che mi piaccia o no, quel passato è il mio passato, è la strada da cui ho dovuto per forza di cose passare per arrivare dove sono ora e dove sarò domani.



Però, sinceramente, speravo di aver fatto qualche passo avanti in più. Chi mi conosce dice che ne ho fatti tanti. Io dico che non sono abbastanza.





Sapete che c'è? C'è che prima pensavo una cosa. La cosa che, in verità, mi ha scatenato il suddetto "impulso da blog". Pensavo che ho bisogno di andare contro i miei principi. Ho bisogno di vedere a cosa sto rinunciando. Ho bisogno di vita, quella sporca.



Che poi in realtà la vita sporca rientra assolutamente nei miei principi, tranne forse per quanto concerne il sesso senza coinvolgimento, ma ora sto considerando anche quello; vi farò sapere.



Vi starete chiedendo perché. Il motivo è molto semplice: io sembro essere il mio peggior nemico e ostacolo. Continuare a darmi retta e a seguire i miei inamovibili principi non sembra stare portando a chissà quali rosei risultati.



E allora credo sia il caso di provare a cambiare qualcosa, ma non cazzatine come ho fatto finora, dev'essere qualcosa di stravolgente, di completamente inaspettato dal mio essere attuale.





Intanto si sono fatte le 8.24 (il che significa che sto scrivendo da quasi 2 ore; poi mi ci voglio vedere a trascrivere tutto a PC, con una connessione che fa pena e i miei che mi gravitano intorno, ndr) e, wow, ragazzi... non so se capita anche a voi, ma io dopo aver scritto sul mio blog mi sento liberata, come se mi fossi tolta un macigno dallo stomaco o avessi perso 10 chili.



Bè, credo che questa piacevole sensazione sia proprio una delle ragioni primarie per le quali ho sempre voluto avere un blog.



Questa, e la voglia di condividermi un po' con voi (ricordate l'importanza del condividere e condividersi nella vita?)...





Anyway... Non ho idea di quante righe virtuali diventeranno tutte queste paginette di carta... Spero per voi non troppe.





Ora vi lascio... Un abbraccio gigante e alla prossima! :)







(P.S.: Questo, purtroppo, dovrà essere un post senza immagini o testi, data la qualità praticamente nulla dei mezzi che ho a disposizione qui... Ma immaginatevi una bella immagine che vi trasmetta una sensazione di rinascita, unita alle stupende parole de "Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha" di Ligabue...)

giovedì 30 luglio 2009

You wanna steal a piece of time?

Cari avventori di questo blog, People mia e non, miei carissimi amici e semplici visitatori...


Sono qui per lasciarvi un ultimo messaggio prima di partire per non so bene dove. O meglio, so per dove, ma spero in qualcosa o qualcuno che mi salvi da dove sto andando e mi porti da qualche altra parte... NON.VOGLIO.STARE.TRE.SETTIMANE.LÀ. Salvatemi, vi prego.




Bene, e dopo questo mio appello, non mi resta altro che farvi i miei auguri di buone vacanze, e intendo "vacanze" in senso lato.


Che andiate a sbagasciarvi in Brasile, a rilassarvi in un posto riservato con il/la vostro/a partner, o semplicemente nel vostro salotto a vedere qualche sitcom con una birrozza o un bel bicchiere di vino in mano...


In qualunque modo passerete le vostre vacanze (A.K.A. agosto), spero che vi si aprano nuovi orizzonti, che otteniate nuovi stimoli, che troviate nuove risposte. Spero che vi divertiate, vi rilassiate e possiate guadagnare tanta energia per iniziare al meglio il prossimo anno (per me l'anno è sempre iniziato a settembre, poche cazzate).


Tutto questo lo spero per voi e anche per me.




Sì, lo so, questo non è un post come gli altri. Ma io non sono una che scrive "tanto per", e questo è ciò che sentivo di dirvi oggi, niente più e niente meno.




Un consiglio, però, mi sento di darvelo: non date mai NULLA per scontato.




The Persistence Of Memory






Qualsiasi cosa abbiamo, viviamo, sappiamo, sentiamo con i nostri sensi... è qualcosa di UNICO, qualcosa di solo nostro... Ed è per questo che cerchiamo l'amore. Per il nostro innato e irrefrenabile istinto di condividere e condividerci, di completarci, di diventare UNICI insieme a qualcun altro, cosicché anche quella persona riesca a sentire ciò che sentiamo noi, e noi quello che sente lei. È un miscelarsi, come fluidi, come aria, come l'impalpabile.




E allora respirate, chiudete gli occhi e aprite bene le orecchie. Diventate consapevoli di quello che siete, di quello che cercate, di quello che avete intorno.


Non abbandonatevi all'inutile scorrere della routine addormentata di molte persone.


Perché ricordatevi sempre che tutto ha una fine, TUTTO. La casa, la macchina, il lavoro, il PC, il vostro negozio preferito, la cena, la telefonata, il cellulare, il lettore mp3, il mondo... Tutto, persino la vita.


L'unica cosa che è eterna è l'infinito. Ed io credo che l'unico modo per raggiungere l'infinito, per crearlo, sia vivere un'emozione. E condividerla, come vi dicevo prima. Bisogna fare in modo che quella casa non sia solo un insieme di mattoni, quella macchina non sia solo un ammasso di metallo, quella chiamata non sia solo un insieme di segnali audio trasmessi attraverso il telefono.




Fate di questa vita qualcosa di speciale, memorabile ed emozionante, perché, cazzo, ne abbiamo solo una, People. Soltanto una.






If you don't know if you should stay


If you don't say what's on your mind


Baby, just breathe... There's nowhere else tonight we should be...




You wanna make a memory?




If you go now, I'll understand


If you stay, hey, I've got a plan


You wanna make a memory?


You wanna steal a piece of time?


You can sing the melody to me


And I could write a couple lines




You wanna make a memory?

mercoledì 22 luglio 2009

Se non mi uccide, devo per forza andare avanti...

Lo sai cosa c'è, piccola? C'è che devo farmene una ragione. Cioè, davvero. Che senso ha stare qui a buttare parole al vento, a versare lacrime o a pensare e ripensare a ciò che è stato e che potrebbe essere SE... se le cose non stessero come stanno.




Davvero... è da stupidi. Non ne posso fare a meno, è vero... Ma posso andare avanti così? Sono qui, sdraiata ai bordi di un'autostrada deserta verso l'autodistruzione... Ogni tanto faccio qualche chilometro avanti, a volte torno indietro, altre mi fermo e aspetto non so bene cosa... Ma non la abbandono mai. È il caso che invece lo faccia. È il caso che vada finalmente a sfracellarmi a destinazione, o che invece torni indietro, abbia la forza di rifarmi tutta la strada, allontanandomi da te, anche se sei l'unica cosa di cui ho bisogno.




Feather






Luca ieri mi parlava di oggettività. Questa credo lo sia. Non dico che non debba più pensarti. Non dico nemmeno che non lo farò o che non voglia farlo, o tanto meno che possa non farlo. Dico solo che è inutile intervallare questa consapevolezza a ricordi sbirciati dal futuro di un'altra dimensione che, purtroppo, non è la mia, tanto meno la tua. I trips mentali, hai presente? Cazzo, che films che mi faccio... Vincerebbero l'Oscar se fossero veri. Veri. E invece è tutta un'illusione. TUTTA. Ogni singolo pensiero, evento, immagine.




L'unica cosa vera è ciò che sento. Ciò che sei e che non sai di essere.




Ci sono tante cose che vorrei e dovrei dirti, hai ragione. Spero un giorno di averne il coraggio, la forza, o qualsiasi altra cosa mi serva per farlo. Non te le scriverò qui, no, troppo facile. Sarebbe inutile, non sarebbe ciò che voglio. Ciò che voglio è guardarti negli occhi e dirti tutto. TUTTO. Senza riserve, ripensamenti, paure. Non ho nulla da perdere. Ti ho già persa in partenza.




Spero solo di averti lasciato qualcosa... Anche solo un infinitesimo di ciò che mi hai lasciato tu, senza nemmeno saperlo. Spero solo che tu sia felice... ma felice per davvero. Per quanto mi riguarda, chissà... forse un giorno troverò anche io la mia strada. Forse un giorno riuscirò ad amare qualcuno allo stesso modo in cui ho amato te. Ma sono solo parole. Parole che direbbe qualcun altro leggendo tutto questo. Parole a cui io non credo. La verità è che mi rimarrai sempre nel cuore. Te ne sei presa un pezzettino e non sembri volerlo lasciare andare. Non voglio che tu lo lasci andare. È tuo, e basta. Ed io dovrò andare avanti con il resto, come posso.






Although miles come between us, just between you and me...


I won't forget you, baby... even though I could


I won't forget you, baby... even though I should


Well, I should let you fade away, but that just wouldn't be me... Oh, baby...




It's better to have lost at love than never to have loved at all...

lunedì 20 luglio 2009

What's goin' on?

Sunset






Che poi boh... Secondo voi è davvero così strano o impensabile che tutto ciò che voglio dalla vita è qualcuno da poter amare, una spiaggia deserta, un bicchiere di buon vino sempre pronto, una macchina svampita che, un po' come me, non sa bene dove andare o se le importa, una sigaretta occasionale e della musica emozionante a dare un ritmo a tutto questo?




Chiedo troppo? Chiedo troppo poco? Non so, ditemi voi... Perché dev'essere così fottutamente difficile quando tutto ciò che voglio sta scritto in quelle tre righe? Sembra davvero essere troppo e troppo poco allo stesso tempo... Bah, credo che non ci capirò mai un cazzo di come gira il mondo, o meglio, di come gira per la maggior parte della gente.




Un abbraccio, People...






And so I cry sometimes when I'm lying in bed, just to get it all out, what's in my head, and I, I am feeling a little peculiar... And so I wake in the morning and I step outside, and I take a deep breath and I get real high and I scream from the top of my lungs "what's goin' on???"

venerdì 10 luglio 2009

Eppur si muove...

Bright Forest



Sono le 3.41 e mi sento un po'... malinconica, credo. Ma anche un po' triste, confusa, dubbiosa...




Di solito vengo qui con un argomento in testa, o meglio, grazie ad una spinta che sento dentro che mi trascina qui a scrivere, come per svuotare il contenitore dell'anima che trabocca.


Ma io il mio contenitore l'ho svuotato poco fa... possibile che mi trovi già di nuovo qui? Non lo so, ma qualcosa mi ha detto di venire qui e buttare giù due righe, e quindi eccomi qua.




Come sapete, è un periodo un po' così, questo... Un periodo pieno di grandi decisioni, di bisogno di maturità e determinazione, di sentimenti che non si sa bene dove vadano o se arriveranno mai.


In tutto questo sento l'eccitazione data dal fattore "novità, si parte da zero verso il futuro della mia vita", che però va a scontrarsi inevitabilmente con la ben più forte ansia che naturalmente ne deriva.




Sento che qualcosa arriverà, qualcosa succederà. Non so perché, ma vedo una seppur piccola e debole luce in fondo a questo tunnel. Così debole che mi è persino difficile chiamarla "speranza". Ma c'è, la sento.


E non so bene di cosa stia parlando... So soltanto che c'è un naturale flusso in tutte le cose, in tutte le vite. Credo che la vita sia un po' come l'acqua di un fiume: non importa quante rocce troverà sul suo cammino, o quanta voglia abbia di fermarsi o rallentare... Continuerà sempre a fluire, senza fermarsi mai, fino alla sua destinazione, fino alla fine. Sì, perché, che ci piaccia o no, è la fine la nostra destinazione. Non dobbiamo pensare che sia la felicità o un particolare obiettivo: quelle sono solo tappe.




E allora anche questa tristezza che ho dentro, questa infelicità, questa insoddisfazione... non sono altro che tappe. Forse anche tu sei soltanto una tappa. Forse l'affluente del mio fiume è altrove e mi sta cercando. O forse sono tutte palle e domani ti penserò esattamente come ieri, come oggi, come 5 minuti fa.




Non lo so. Non so dirvi se stanotte sia positiva o negativa, ottimista o pessimista. Forse sono un po' di entrambi, come sempre, come in tutto.




Ora è meglio che vada. Buonanotte, People mia... Vi voglio bene, anche quando non lo dico o non lo dimostro. Anche quando, talvolta, lo nego, tanto a voi quanto a me stessa.








Baby, when your wheels stop turning, and you feel let down, and it seems like troubles have come all around, I can hear your heart beating, I can hear that sound, but I can't help thinking, and I won't look now.

lunedì 6 luglio 2009

Vuoto

Ombra






Certo che è stupido... È davvero stupido... Questo mio dipendere da quali aspetti della cosa decido di vedere o ignorare...




Come se la presenza di quell'immagine, o la sua assenza, fosse effettivamente sintomo di qualcosa di diverso. Come se io non mi ripetessi, tutto il giorno, tutti i giorni, che c'è un'altra persona.




E poi, come se avessi sentito le onde, gli impulsi del mio pensiero, mi hai cercata, senza il bisogno di una scusa, un pretesto, un "perché", come invece faccio sempre io.




E queste briciole io, senza dignità, le raccoglierò e le custodirò al sicuro, "felice" nel mio sconforto più totale...




Il vento sulla faccia era piacevolmente tagliente, questo pomeriggio. Pensavo a te, a lei, a noi... noi? Sì, bè, non pecco di poca fantasia, quello è certo.


Quel vento era violento, veloce... mi chiudeva gli occhi, ma io volevo tenerli aperti, per vedere fuori, il paesaggio, l'infinito... Guardare il cielo, lo stesso cielo che è sopra di te, intorno a te.




Guardavo quei campi di grano e m'immaginavo, distrattamente, le nostre corse, le nostre rotolate... Ma quale studiare? Quale università? Quale lavoro? Perché? A cosa serve? Cosa mi significa? Non capivo, non capisco... Sarò una sognatrice... Sarò un'eterna bambina... Sarò un'illusa, o una di quelle che non ha fatto le cazzate quando avrebbe dovuto farle... Sarò una che sbatterà la testa a terra svariate volte... Sarò quello che volete... Ma sarò una che non smetterà mai di credere nell'amore, nella forza che ha su di me, nella sua importanza... Non smetterò mai di sentirlo, mai.




Tenetevi le vostre certezze, i vostri perché, le vostre risposte... Io non avrò mai una risposta, io credo che non ci sia... forse non la voglio neppure, non lo so. Vorrei solo che tu, sì, proprio tu, facessi questo viaggio con me, questa vita con me... Perché a volte mi chiedo che senso abbia tutto questo senza te, e la risposta a questo ce l'ho ed è "nessuno".




Per carità, potrei andare avanti con la mia sopravvivenza vuota, vuota di un qualcosa che solo tu puoi darmi, un vuoto che solo tu puoi colmare. Ma non voglio. Non posso. Non è giusto.




So che non è colpa tua... E credimi, faccio di tutto per non essere fredda quando quell'immagine spunta... Ma è una pugnalata al cuore. Un pugno nello stomaco. E vorrei urlare al mondo, sussurrarti quello che sento... Ma lascio che il veleno cominci a scorrere nelle mie vene fino ad arrivarmi al cuore, al cervello, all'anima.




Non so cosa farò. Non so cosa è giusto che io faccia. Non so nulla, tesoro mio. Nulla.








Take a look at me so you can see how beautiful you are...

giovedì 2 luglio 2009

Life Is Now

Borderline






Bene, rieccoci qua. Anzi, rieccoMI. Sì, perché in questo momento sono sola, solissima.




Mi trovo ad un punto cardine della mia vita, un punto in cui in realtà avrei dovuto trovarmi un anno fa, ma che ho preferito/dovuto rimandare.




Un anno fa questo era il periodo top dell'ansia da Esame di Stato; periodo subito dopo il quale è iniziato quello dell'ansia da università, che in realtà era già iniziato da tempo, ma sempre opportunamente messo da parte per far spazio alle incombenze dell'immediato, quelle scolastiche.




Seguirono settimane angosciose, in cui non riuscivo a godermi a pieno il tempo libero perché la consideravo una perdita di tempo altrimenti utilizzabile per pensare a cosa diavolo fare della mia vita.




Già, cosa diavolo fare della mia vita. Che ironia che ad un anno da allora sono ancora qui, allo stesso identico punto. Anzi no: io ho perso un anno ed i miei hanno perso non so bene quanti soldi, e forse è meglio che non lo sappia.




Ma non voglio star qui a piangermi addosso. O perlomeno non voglio farlo pensando al passato. È il futuro a fare il lavoro sporco 'sta volta.


Eccomi qua di nuovo, coi miei tremila dubbi e le mie zero risposte. Con la voglia di scappare via e la paura che, invece, mi tiene legata qui. Con in testa solo la voglia di evadere, di sognare, di vivere... di fare quello che, forse, non ho mai fatto.




La paura di sbagliare è tanta. E qualunque sia la mia scelta, sarà quella definitiva. Il punto di non ritorno. Questa scelta condizionerà la mia vita. È il punto di partenza per tutto ciò che sarà dopo. Dipende tutto da questo, dipende tutto da ORA. E non posso più rimandare. Non voglio più rimandare, anyway.


Ma ho paura. Sono persa. Non ho un filo guida nella mia testa, non ho un'idea, una luce, una via d'uscita. Vedo solo il buio e la voglia di luce.




E in mezzo a tutto questo, come se non bastasse, c'è, come sempre, anche l'amore. Sì, colui che a volte si fa finta di mettere in disparte. Colui che ti fa passare giornate intere a chiederti se sia giusto tenersi tutto dentro, se il sentimento non andrebbe invece urlato a squarciagola fino a perdere la voce. Mostrare la mia anima a te... non sai quanto vorrei. E invece mi accontento delle carezze che le fai, da lontano, mentre io resto nell'ombra e ti osservo, ti ammiro, ti scruto. Ti sfumo, ti allontano, ti cancello.




Bene.




Il momento è ufficialmente iniziato. Auguratemi buona fortuna. Auguratemi che non sia solo fortuna, ma piuttosto bravura, coraggio, determinazione... per una volta.




Alla prossima (che spero sia portatrice di più certezze!)...