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mercoledì 18 novembre 2009

Breaking Egg Shells

Breaking Eggshells






Bene... rieccomi qua. Non c'è molto da dire, o forse ci sarebbe troppo; non lo so. Fatto sta che ci sto provando, per l'ennesima volta, 'sta volta, però, con un filo appena percettibile in più di convinzione.




Quante cose non dette, quante cose non fatte, quante cose da rifare in un altro modo. Rimpianti, rimorsi... forse non quelli giusti, quelli che dovrei sentire più di ogni altra cosa. Eppure sono lì, e bussano insistenti, senza pietà o la minima intenzione di arrendersi. Ma io sto cambiando le serrature, ed ho anche insonorizzato il legno inumidito ed un po' marcio della porta. Forse un poco aiuterà ad anestetizzare il tutto.




Forse ciò che potrebbe aiutare ancora di più sarebbe la presenza di altri rumori, altro casino, altre parole, altra musica... per coprire quegli altri irriducibili.




E sì che qua sembra tutto in perenne, frenetico movimento... Capita anche a voi di percepire in modo quasi abnorme lo scorrere del tempo? Di essere quasi sul punto di sentire il ticchettio di ogni singolo orologio, biologico e non, del creato?




Il movimento, che bella cosa... Tutto si muove, anche ciò che sembra fermo: le nuvole, le molecole, uno sguardo, la terra, la vita... persino io! E poi... il movimento è musica, e la musica è movimento. Vita.




Mah, su questa nota pseudo-positiva e sulle magiche parole di questa stupenda, nuova song dei Bon Jovi, mi ritiro e me ne vado a cena che c'ho una fame che non avete idea... See ya soon, peeps!






Can I be happy now?


Can I break free somehow?


I just want to live again,


love again,


pick my pride up off of the ground...


I'm ready to pick a fight,


crawl out of the dark to shine a light;


I ain't throwing stones,


got sins of my own;


ain't everybody just trying to find a way home?

mercoledì 11 novembre 2009

Waiting for something more...

Time Flies






Non che la mia mente perda mai tempo su questo errore di un attimo protratto per mesi, ma oggi ho guardato la data e ho pensato "oh, un anno". Già, è passato un anno, e, insieme a lui, è passata anche tanta, tantissima acqua sotto i ponti da allora.




Boh, che dire... Sembra ieri, sembra un millennio fa, sembra realtà, sembra illusione. Sembra. In realtà non è nulla, se non un amaro segno nella memoria, uno un po' più piccolo sul cuore. Mi guardo indietro con tanta, tanta indifferenza. Quanto basta di rabbia, un po' di orgoglio dimenticato... e la consapevolezza che ciò che è stato dopo, ciò che è adesso... non sarebbe mai stato... forse nemmeno io sarei mai stata quello che sono ora... Che poi, cosa sono ora? CHI sono ora? Ma quella è altra storia... Tanto la risposta dubito arriverà in tempi brevi, se mai arriverà.




Il fatto è che quell'errore, quell'ingenua illusione, quella sofferenza così profonda da non riuscire ancora oggi a spiegarmi come facesse a non avere radici... tutto questo è servito a qualcosa.




Altro dolore, altro amore, altri innumerevoli giri di orologio ne sono susseguiti. Stesso destino di un'altra storia, ma della stessa persona. Quella stessa persona che un giorno di giugno iniziò a scrivere in questo blog, chiedendosi proprio in quel di novembre dove si sarebbe ritrovata. Ecco dove mi sono ritrovata. Esattamente dov'ero prima: esattamente davanti a questo schermo, seduta a questa scrivania, muovendo le dita su questa tastiera.




È cambiato poco, non è cambiato nulla, sono cambiate molte cose. Dipende un po' da che prospettiva si decide di guardare la situazione. E anche dal giorno, o meglio, dal secondo in cui lo si fa.


Non lo so, mi è difficile fare una sorta di bilancio, di grafico delle entrate e delle uscite, o magari indicare, con una semplice freccia rossa rivolta verso il basso o una verde rivolta verso l'alto, come si fa in Borsa, se ora "va meglio" o "va peggio".


Diciamo soltanto che VA, ed è già qualcosa. Io e il futuro non andiamo molto d'accordo. La massima proiezione che posso avere di me stessa nel futuro è più o meno di 6-7 giorni. Oltre c'è il vuoto. Quindi sapere che sono ancora qui, in un modo o nell'altro, non è di poco conto.




Che dire, faccio un passo avanti e ne faccio tre indietro. A volte la mia testa spunta fuori da questa fossa, ma il corpo rimane immobile, ed io rimango mera spettatrice di qualcosa che non so, qualcosa che non è mio e che non so nemmeno se voglio che lo sia.




Il prossimo anno chissà dove sarò...






The broken clock is a comfort, it helps me sleep tonight,


maybe it can stop tomorrow from stealing all my time...


And I am here still waiting, though I still have my doubts;


I am damaged at best, like you've already figured out...

venerdì 2 ottobre 2009

Learn My Lesson

Disillusione






E chissà che un giorno non ci crederò davvero a quell'ode alla vita... Magari arriverà il momento in cui sarò davvero in grado di lasciarmi tutto alle spalle e dire basta a tutto, a tutti...




Perché forse è vero, forse siamo tutti soli, alla fine. È questa, in fondo, la più grande fregatura della vita. Siamo tutti "animali sociali", nessuno di noi è un'isola, ma nessuno di noi ha qualcuno per sempre. E allora tiri fuori qualsiasi cazzata ti venga in mente... il destino, la religione, i valori, gli ideali, la speranza, le canzoni, gli odori, i luoghi, una sigaretta... qualsiasi elemento di un film che, in fondo, non ti appartiene per niente.




Poi arriva qualcosa o qualcuno, o ancora meglio il rifiuto di qualcosa o qualcuno, e allora forse apri gli occhi, capisci che è la tua vita e la stai letteralmente mandando a puttane per chissà chi o chissà cosa, e intanto il tuo io aspetta fissandoti incessantemente, cercando di ricordarti che tutto ciò che esiste è proprio lui, nonostante i suoi artifici che ti accecano.




Forse ci ho creduto troppo a quel film, il mio film. O forse non ci ho creduto abbastanza e sono solo una perdente pronta a smettere di provarci e a buttare via i suoi sogni. Vedetela come cazzo volete. Ma io credo di avere aspettato abbastanza, di avere sofferto abbastanza, di avere dato abbastanza e ricevuto risposte abbastanza. È arrivata l'ora di raccoglierle e trarne le conclusioni.




Tutti ti dicono di non arrenderti, di crederci, di tenerlo ben stretto quel cuore che, fregandosene del mondo al di fuori del tuo film, ti sussurra i suoi ordini senza fretta, sapendo benissimo che li eseguirai, senza esitazioni. Gli stessi tutti che sono i primi a non farlo o che perlomeno ci provano. Sì, anche io l'ho fatto. Anche io ho sempre le parole giuste, i consigli giusti, i gesti giusti. Sempre per gli altri, mai per me. E forse la ragione è che è tutta una farsa, tutta una bugia, e alla fine nulla va come vorresti che vada, ma va come deve andare.




Che ci piaccia o no, è questo e soltanto QUESTO il mondo in cui viviamo. Con le sue regole del cazzo, con i suoi dolori del cazzo, con la sua società del cazzo, con le sue religioni del cazzo, con le sue bellezze irraggiungibili del cazzo.




Tsk, l'idealista di 'sto cazzo. Sempre inafferrabile, inattaccabile, intramontabile, coerente, costante, giusta, corretta, leale, fedele, sofferente, romantica... Ma dove cazzo penso di andare? Dove cazzo penso di trovarmi? La realtà è un'altra, le persone sono altre, il mondo è un altro.




Fate bene voi... E non so cosa facciate e nemmeno come... ma so che fate bene. Forse imparerò da voi, o forse cadrò di nuovo come la fottuta stupida che sono sempre stata. Ma prima o poi la imparerò la lezione, credo. E speriamo che non sia troppo tardi.






Sometimes I think I'm better off


to turn out the lights and close up shop


and give up the longing, believing and belonging


and just hold down my head and take the loss...




And I've felt this emptiness before


but all the times that I've been broken


I still run right back for more...

mercoledì 9 settembre 2009

I Have A Dream...

Door To The World






Tutti ricorderanno gli innumerevoli posts in cui sfogavo la mia confusione cercando di trovare delle risposte ai grandi interrogativi che ho.


Bene, sono qui per dirvi che una risposta l'ho trovata.




Forse deluderò alcuni di voi, e forse coi mesi deluderò anche me stessa, ma andrò incontro a questo rischio, perché dovete davvero credermi se vi dico che prendermi un anno sabbatico era l'unica risposta che potevo trovare in questo momento. E sapete perché? Perché è una risposta al mio presente, non al mio futuro.




Prima di vedermi in questo mondo tra 10, 20 o 50 anni, ho bisogno di vedermi in questo mondo ORA. Ho bisogno di trovare me stessa e farmi trovare dagli altri per quella che sono veramente. Ho bisogno di girare l'Italia, per quanto posso, per capire e per capirmi.




Il fatto è che la terminologia può trarre in inganno. Il termine "anno sabbatico" fa saltare alla mente parole come "pausa", "interruzione", "riposo", etc...




In realtà il mio intento prevede proprio l'opposto! Ciò che voglio finalmente mettere in atto è un nuovo inizio, fatto di ricerca personale, di scoperta, di mettersi in gioco...


Tutto questo senza investire sul futuro, perché purtroppo non ho nulla da investire al momento... Ma costruendo invece le fondamenta, sulle quali poi, fra un anno, potrò investire e andare avanti a costruire.




Non sarà un anno perso, questo me lo prometto. E spero di avere ancora la vostra fiducia, perché avrò bisogno anche del vostro aiuto (come sempre d'altra parte: siete la mia linfa!)...




I HAVE A DREAM... Heheheh... ;)






It's my life,


It's now or never...


I ain't gonna live forever,


I just want to live while I'm alive (it's my life)...


My heart is like an open highway,


like Frankie said, I did it my way...


I just wanna live while I'm alive,


it's my life

lunedì 31 agosto 2009

GAME OVER! INSERT COIN TO CONTINUE...

La mia cara mamma però ha ragione. L'altro giorno mi ha detto: "Che hai? Parla! Non puoi sempre interiorizzare tutto!". Io mi sono lasciata scappare una piccola risata nervosa e poi le ho risposto: "Niente, niente di nuovo, le solite cose"... Già, le solite cose... Che palle 'ste solite cose... C'ho la NAUSEA di 'ste solite cose...




Insert Coin To Continue






E ora non posso nemmeno più sfogarmi qui o da nessun'altra parte. Grandioso. Vabbè, un paio di cose ve le posso dire però. Non so, per esempio... Che mi gira il cazzo che i pop-corn al cinema siano troppo cari. O anche che odio, con tutto il mio cuore, gli ipocriti e i falsi. Ah, che credo di odiare anche me stessa, ma meno degli ipocriti e dei falsi. Che ascoltare musica allegra o upbeat non aiuta abbastanza. Hmmm, cos'altro... Ah sì, che io ogni tanto posso anche andarci in discoteca, ma la cosa alla fine dei conti mi lascia sempre un senso di vuoto come poche altre... Ma un bel pub no?




Vabbè, viva la varietà... Non facciamoci mancare nulla... Sì, poi poco importa se in realtà ciò che hai è di proporzioni microscopiche e tutto il resto ti manca... già.




Ragazzi miei, non so dirvi che cazzo c'ho e se ne uscirò mai. E francamente, nonostante questo sia il MIO blog e non un canale TV per intrattenervi, devo comunque ammettere che mi sono rotta IO per VOI di annoiarvi con queste mie stronzate a tratti pure incomprensibili. Per cui non so... forse chiuderò la baracca per il bene di tutti. O forse la lascerò morire. O forse continuerò a scrivere e fanculo. Caso strano, non lo so...




'Notte, People...






I don't quite know how to say how I feel...


Those three words... are said too much, they're not enough.




Let's waste time chasing cars around our heads...


I need your grace to remind me to find my own.




All that I am, all that I ever was


is here in your perfect eyes, they're all I can see.




I don't know where, confused about how as well,


just know that these things will never change for us at all.




If I lay here, if I just lay here...


would you lie with me, and just forget the world?

mercoledì 5 agosto 2009

Errare è umano, perseverare... non ha senso

Sono le 6.47 e sto scrivendo queste parole a mano su un blocco note. Le trascriverò più tardi a computer, sperando di poterle pubblicare subito sul blog.





Ieri sera sono andata a dormire a mezzanotte perché ero distrutta da un indefinito quantitativo di sonno arretrato, ma la verità è che, alla fine, non ho chiuso occhio tutta la notte, se non per una o due orette scarse.



Il mio lettore mp3 mi ha accompagnato per parte di questa notte in bianco, mentre ora il blocco note sta portando a termine il lavoro in queste prime ore mattutine.



Ormai, col tempo, ho capito che quando mi capitano queste notti "no", è inutile continuare a provarci: non mi addormenterò. I pensieri continuano il loro lavoro, instancabili, e mi portano a conclusioni più o meno conclusive, a propositi più o meno rispettati.





E così eccomi qua, a scrivermi e a scrivervi, perché stamattina ha qualcosa di diverso. Stamattina, in questa campagna desolata e un po' turistica, calda e a tratti gelida, ho avvertito il classico impulso da blog. Quel sempre più familiare e irresistibile bisogno di prendere una tastiera (o qualsiasi valido sostituto offrano le circostanze) e buttare giù tutto quello che passa per la testa, possibilmente senza filtro alcuno.



E allora lasciatemi sfogare un po' di quello che mi è passato per la testa in queste ore.



L'amore. L'amore è tutto, l'amore è niente. Esiste, non esiste, è un'illusione, boh.



Ho preso il cellulare e ho riletto un po' di messaggi raccolti nei mesi, forse anche negli anni.



Piccole pillole d'affetto o presunto tale dalle più svariate persone. Ognuna di queste è per la sua strada adesso, e mi chiedo quanto sia colpa loro e quanto, invece, mia. Ognuna di queste mi ha deluso a suo modo e quindi, alla fine, non m'importa più di tanto.



Ma quando qualcosa finisce ti sembra subito così lontano, e invece non ti accorgi di quanto la sua ombra ti stia ancora col fiato sul collo.





La mia adolescenza, per esempio, è stata un puro inferno. Un conflitto estenuante con me stessa, con gli altri e con il mondo.



Il mio mondo non era in bianco e nero, no. Tanto meno a colori. Il mio mondo era in scala di grigi. Perennemente in bilico tra il vivere e il morire, tra il bianco e il nero, appunto, i quali amavano incontrarsi, sfiorarsi, miscelarsi.



Di quel periodo ricordo tutto e non ricordo niente.



Ricordo il vento. Fortissimo. Quello stesso vento che tutt'oggi amo sentire sulla pelle, trafiggermi, entrarmi dentro, farmi sentire viva.



Ricordo le scale. Tante, infinite scale. Simbolo di una cosa e del suo contrario, sembravano farsi beffa di me che non riuscivo a interpretarle.



Ricordo gli sguardi, le parole, le lacrime.



Ricordo la consapevole volontà di buttare nel cesso i miei sogni, il mio futuro, la mia stessa vita... solo perché avevo paura. Solo perché non mi ritenevo degna.



E adesso? Adesso cosa sto facendo? Non sono forse queste stesse parole a descrivere quello che sono ora, un'altra volta? O forse non ho mai smesso di esserlo.



Non mi sono mai illusa di aver dimenticato il passato. So benissimo che non si può, e comunque non vorrei. Che mi piaccia o no, quel passato è il mio passato, è la strada da cui ho dovuto per forza di cose passare per arrivare dove sono ora e dove sarò domani.



Però, sinceramente, speravo di aver fatto qualche passo avanti in più. Chi mi conosce dice che ne ho fatti tanti. Io dico che non sono abbastanza.





Sapete che c'è? C'è che prima pensavo una cosa. La cosa che, in verità, mi ha scatenato il suddetto "impulso da blog". Pensavo che ho bisogno di andare contro i miei principi. Ho bisogno di vedere a cosa sto rinunciando. Ho bisogno di vita, quella sporca.



Che poi in realtà la vita sporca rientra assolutamente nei miei principi, tranne forse per quanto concerne il sesso senza coinvolgimento, ma ora sto considerando anche quello; vi farò sapere.



Vi starete chiedendo perché. Il motivo è molto semplice: io sembro essere il mio peggior nemico e ostacolo. Continuare a darmi retta e a seguire i miei inamovibili principi non sembra stare portando a chissà quali rosei risultati.



E allora credo sia il caso di provare a cambiare qualcosa, ma non cazzatine come ho fatto finora, dev'essere qualcosa di stravolgente, di completamente inaspettato dal mio essere attuale.





Intanto si sono fatte le 8.24 (il che significa che sto scrivendo da quasi 2 ore; poi mi ci voglio vedere a trascrivere tutto a PC, con una connessione che fa pena e i miei che mi gravitano intorno, ndr) e, wow, ragazzi... non so se capita anche a voi, ma io dopo aver scritto sul mio blog mi sento liberata, come se mi fossi tolta un macigno dallo stomaco o avessi perso 10 chili.



Bè, credo che questa piacevole sensazione sia proprio una delle ragioni primarie per le quali ho sempre voluto avere un blog.



Questa, e la voglia di condividermi un po' con voi (ricordate l'importanza del condividere e condividersi nella vita?)...





Anyway... Non ho idea di quante righe virtuali diventeranno tutte queste paginette di carta... Spero per voi non troppe.





Ora vi lascio... Un abbraccio gigante e alla prossima! :)







(P.S.: Questo, purtroppo, dovrà essere un post senza immagini o testi, data la qualità praticamente nulla dei mezzi che ho a disposizione qui... Ma immaginatevi una bella immagine che vi trasmetta una sensazione di rinascita, unita alle stupende parole de "Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha" di Ligabue...)

giovedì 30 luglio 2009

You wanna steal a piece of time?

Cari avventori di questo blog, People mia e non, miei carissimi amici e semplici visitatori...


Sono qui per lasciarvi un ultimo messaggio prima di partire per non so bene dove. O meglio, so per dove, ma spero in qualcosa o qualcuno che mi salvi da dove sto andando e mi porti da qualche altra parte... NON.VOGLIO.STARE.TRE.SETTIMANE.LÀ. Salvatemi, vi prego.




Bene, e dopo questo mio appello, non mi resta altro che farvi i miei auguri di buone vacanze, e intendo "vacanze" in senso lato.


Che andiate a sbagasciarvi in Brasile, a rilassarvi in un posto riservato con il/la vostro/a partner, o semplicemente nel vostro salotto a vedere qualche sitcom con una birrozza o un bel bicchiere di vino in mano...


In qualunque modo passerete le vostre vacanze (A.K.A. agosto), spero che vi si aprano nuovi orizzonti, che otteniate nuovi stimoli, che troviate nuove risposte. Spero che vi divertiate, vi rilassiate e possiate guadagnare tanta energia per iniziare al meglio il prossimo anno (per me l'anno è sempre iniziato a settembre, poche cazzate).


Tutto questo lo spero per voi e anche per me.




Sì, lo so, questo non è un post come gli altri. Ma io non sono una che scrive "tanto per", e questo è ciò che sentivo di dirvi oggi, niente più e niente meno.




Un consiglio, però, mi sento di darvelo: non date mai NULLA per scontato.




The Persistence Of Memory






Qualsiasi cosa abbiamo, viviamo, sappiamo, sentiamo con i nostri sensi... è qualcosa di UNICO, qualcosa di solo nostro... Ed è per questo che cerchiamo l'amore. Per il nostro innato e irrefrenabile istinto di condividere e condividerci, di completarci, di diventare UNICI insieme a qualcun altro, cosicché anche quella persona riesca a sentire ciò che sentiamo noi, e noi quello che sente lei. È un miscelarsi, come fluidi, come aria, come l'impalpabile.




E allora respirate, chiudete gli occhi e aprite bene le orecchie. Diventate consapevoli di quello che siete, di quello che cercate, di quello che avete intorno.


Non abbandonatevi all'inutile scorrere della routine addormentata di molte persone.


Perché ricordatevi sempre che tutto ha una fine, TUTTO. La casa, la macchina, il lavoro, il PC, il vostro negozio preferito, la cena, la telefonata, il cellulare, il lettore mp3, il mondo... Tutto, persino la vita.


L'unica cosa che è eterna è l'infinito. Ed io credo che l'unico modo per raggiungere l'infinito, per crearlo, sia vivere un'emozione. E condividerla, come vi dicevo prima. Bisogna fare in modo che quella casa non sia solo un insieme di mattoni, quella macchina non sia solo un ammasso di metallo, quella chiamata non sia solo un insieme di segnali audio trasmessi attraverso il telefono.




Fate di questa vita qualcosa di speciale, memorabile ed emozionante, perché, cazzo, ne abbiamo solo una, People. Soltanto una.






If you don't know if you should stay


If you don't say what's on your mind


Baby, just breathe... There's nowhere else tonight we should be...




You wanna make a memory?




If you go now, I'll understand


If you stay, hey, I've got a plan


You wanna make a memory?


You wanna steal a piece of time?


You can sing the melody to me


And I could write a couple lines




You wanna make a memory?

domenica 26 luglio 2009

Peel Me, Feel Me

Sto imparando... Sì, sto imparando... Time heals everything, they say. Non ne sono così sicura. Ma forse è così. O forse è questione di abitudine. In particolare, il corpo umano è stato creato in un modo davvero intelligente: più sentiamo dolore, più ne diventiamo assuefatti... Perdiamo la sensibilità, in un certo senso. Ci si inspessisce la buccia, come forse direbbe Ligabue in qualche suo pezzo.




Ebbene, dovete sapere che io ho sempre amato sbucciare la frutta. Negli ultimi anni sono arrivata addirittura al punto di sbucciare l'uva, ci credereste? I motivi sono molteplici.


Innanzitutto, col tempo la buccia di qualsiasi cosa mi sembra sempre più dura, mi dà fastidio, non riesco a mangiarla. È stoppacciosa, non si spezza, non sa di niente, e in più dicono anche che rimanga sullo stomaco, o almeno così ho sempre saputo per quanto riguarda i peperoni.
Poi c'è da aggiungere che non mi fido. Chissà dove è stata quella frutta, chi l'ha toccata o quali schifezze e trattamenti ha dovuto subire.




Bè, ultimamente mi sono accorta che io mi approccio alle persone più o meno come mi approccio alla frutta.
È una dote naturale, una delle poche che ho o mi riconosco. Con qualsiasi persona abbia a che fare, tendo a levare via la buccia, a vedere oltre.




Orange Peel






Ma non pensate che questa sia sempre una bella cosa. Perché "sbucciare" qualcuno significa entrare nel suo profondo, a volte senza che la persona lo voglia, senza il suo "permesso". Significa accelerare i tempi, bruciare molte tappe, se non tutte.


Non so, per esempio... Conosci qualcuno, ti innamori, soffri, e vai avanti. Uh, sì, si hanno decisamente bruciato delle tappe.


E poi, ovviamente, non pensate che comunque questa "dote" sia esente da errori, anzi... A volte ci si sbaglia. Si vedono cose che non esistono, talvolta addirittura persone che non esistono...




E allora cosa dovrei fare? Lasciare la buccia delle persone lì, intatta? Bè, tralasciando che non ne sono proprio in grado, credo comunque che sarebbe una pessima idea. Chissà dove è stata quella persona, chi l'ha toccata o quali schifezze e trattamenti ha dovuto subire... Solo apparenza, solo l'esterno. Alla fine, tanto, la buccia la scartiamo comunque. Meglio andare direttamente al succo, per così dire. All'essenza.




E se questo spaventerà qualcuno, posso capirlo al 100%. Immagino sia il prezzo da pagare. Già, visto che tutto ha un prezzo, l'ho imparato di recente.






Sono pronto per rialzarmi ancora


È il momento che aspettavo e ora, nonostante questo cielo sembri chiuso su di me...


Nessuno mi vede, nessuno mi sente, ma non per questo io non rido più...

mercoledì 22 luglio 2009

Se non mi uccide, devo per forza andare avanti...

Lo sai cosa c'è, piccola? C'è che devo farmene una ragione. Cioè, davvero. Che senso ha stare qui a buttare parole al vento, a versare lacrime o a pensare e ripensare a ciò che è stato e che potrebbe essere SE... se le cose non stessero come stanno.




Davvero... è da stupidi. Non ne posso fare a meno, è vero... Ma posso andare avanti così? Sono qui, sdraiata ai bordi di un'autostrada deserta verso l'autodistruzione... Ogni tanto faccio qualche chilometro avanti, a volte torno indietro, altre mi fermo e aspetto non so bene cosa... Ma non la abbandono mai. È il caso che invece lo faccia. È il caso che vada finalmente a sfracellarmi a destinazione, o che invece torni indietro, abbia la forza di rifarmi tutta la strada, allontanandomi da te, anche se sei l'unica cosa di cui ho bisogno.




Feather






Luca ieri mi parlava di oggettività. Questa credo lo sia. Non dico che non debba più pensarti. Non dico nemmeno che non lo farò o che non voglia farlo, o tanto meno che possa non farlo. Dico solo che è inutile intervallare questa consapevolezza a ricordi sbirciati dal futuro di un'altra dimensione che, purtroppo, non è la mia, tanto meno la tua. I trips mentali, hai presente? Cazzo, che films che mi faccio... Vincerebbero l'Oscar se fossero veri. Veri. E invece è tutta un'illusione. TUTTA. Ogni singolo pensiero, evento, immagine.




L'unica cosa vera è ciò che sento. Ciò che sei e che non sai di essere.




Ci sono tante cose che vorrei e dovrei dirti, hai ragione. Spero un giorno di averne il coraggio, la forza, o qualsiasi altra cosa mi serva per farlo. Non te le scriverò qui, no, troppo facile. Sarebbe inutile, non sarebbe ciò che voglio. Ciò che voglio è guardarti negli occhi e dirti tutto. TUTTO. Senza riserve, ripensamenti, paure. Non ho nulla da perdere. Ti ho già persa in partenza.




Spero solo di averti lasciato qualcosa... Anche solo un infinitesimo di ciò che mi hai lasciato tu, senza nemmeno saperlo. Spero solo che tu sia felice... ma felice per davvero. Per quanto mi riguarda, chissà... forse un giorno troverò anche io la mia strada. Forse un giorno riuscirò ad amare qualcuno allo stesso modo in cui ho amato te. Ma sono solo parole. Parole che direbbe qualcun altro leggendo tutto questo. Parole a cui io non credo. La verità è che mi rimarrai sempre nel cuore. Te ne sei presa un pezzettino e non sembri volerlo lasciare andare. Non voglio che tu lo lasci andare. È tuo, e basta. Ed io dovrò andare avanti con il resto, come posso.






Although miles come between us, just between you and me...


I won't forget you, baby... even though I could


I won't forget you, baby... even though I should


Well, I should let you fade away, but that just wouldn't be me... Oh, baby...




It's better to have lost at love than never to have loved at all...

lunedì 20 luglio 2009

What's goin' on?

Sunset






Che poi boh... Secondo voi è davvero così strano o impensabile che tutto ciò che voglio dalla vita è qualcuno da poter amare, una spiaggia deserta, un bicchiere di buon vino sempre pronto, una macchina svampita che, un po' come me, non sa bene dove andare o se le importa, una sigaretta occasionale e della musica emozionante a dare un ritmo a tutto questo?




Chiedo troppo? Chiedo troppo poco? Non so, ditemi voi... Perché dev'essere così fottutamente difficile quando tutto ciò che voglio sta scritto in quelle tre righe? Sembra davvero essere troppo e troppo poco allo stesso tempo... Bah, credo che non ci capirò mai un cazzo di come gira il mondo, o meglio, di come gira per la maggior parte della gente.




Un abbraccio, People...






And so I cry sometimes when I'm lying in bed, just to get it all out, what's in my head, and I, I am feeling a little peculiar... And so I wake in the morning and I step outside, and I take a deep breath and I get real high and I scream from the top of my lungs "what's goin' on???"

venerdì 10 luglio 2009

Eppur si muove...

Bright Forest



Sono le 3.41 e mi sento un po'... malinconica, credo. Ma anche un po' triste, confusa, dubbiosa...




Di solito vengo qui con un argomento in testa, o meglio, grazie ad una spinta che sento dentro che mi trascina qui a scrivere, come per svuotare il contenitore dell'anima che trabocca.


Ma io il mio contenitore l'ho svuotato poco fa... possibile che mi trovi già di nuovo qui? Non lo so, ma qualcosa mi ha detto di venire qui e buttare giù due righe, e quindi eccomi qua.




Come sapete, è un periodo un po' così, questo... Un periodo pieno di grandi decisioni, di bisogno di maturità e determinazione, di sentimenti che non si sa bene dove vadano o se arriveranno mai.


In tutto questo sento l'eccitazione data dal fattore "novità, si parte da zero verso il futuro della mia vita", che però va a scontrarsi inevitabilmente con la ben più forte ansia che naturalmente ne deriva.




Sento che qualcosa arriverà, qualcosa succederà. Non so perché, ma vedo una seppur piccola e debole luce in fondo a questo tunnel. Così debole che mi è persino difficile chiamarla "speranza". Ma c'è, la sento.


E non so bene di cosa stia parlando... So soltanto che c'è un naturale flusso in tutte le cose, in tutte le vite. Credo che la vita sia un po' come l'acqua di un fiume: non importa quante rocce troverà sul suo cammino, o quanta voglia abbia di fermarsi o rallentare... Continuerà sempre a fluire, senza fermarsi mai, fino alla sua destinazione, fino alla fine. Sì, perché, che ci piaccia o no, è la fine la nostra destinazione. Non dobbiamo pensare che sia la felicità o un particolare obiettivo: quelle sono solo tappe.




E allora anche questa tristezza che ho dentro, questa infelicità, questa insoddisfazione... non sono altro che tappe. Forse anche tu sei soltanto una tappa. Forse l'affluente del mio fiume è altrove e mi sta cercando. O forse sono tutte palle e domani ti penserò esattamente come ieri, come oggi, come 5 minuti fa.




Non lo so. Non so dirvi se stanotte sia positiva o negativa, ottimista o pessimista. Forse sono un po' di entrambi, come sempre, come in tutto.




Ora è meglio che vada. Buonanotte, People mia... Vi voglio bene, anche quando non lo dico o non lo dimostro. Anche quando, talvolta, lo nego, tanto a voi quanto a me stessa.








Baby, when your wheels stop turning, and you feel let down, and it seems like troubles have come all around, I can hear your heart beating, I can hear that sound, but I can't help thinking, and I won't look now.

giovedì 2 luglio 2009

Life Is Now

Borderline






Bene, rieccoci qua. Anzi, rieccoMI. Sì, perché in questo momento sono sola, solissima.




Mi trovo ad un punto cardine della mia vita, un punto in cui in realtà avrei dovuto trovarmi un anno fa, ma che ho preferito/dovuto rimandare.




Un anno fa questo era il periodo top dell'ansia da Esame di Stato; periodo subito dopo il quale è iniziato quello dell'ansia da università, che in realtà era già iniziato da tempo, ma sempre opportunamente messo da parte per far spazio alle incombenze dell'immediato, quelle scolastiche.




Seguirono settimane angosciose, in cui non riuscivo a godermi a pieno il tempo libero perché la consideravo una perdita di tempo altrimenti utilizzabile per pensare a cosa diavolo fare della mia vita.




Già, cosa diavolo fare della mia vita. Che ironia che ad un anno da allora sono ancora qui, allo stesso identico punto. Anzi no: io ho perso un anno ed i miei hanno perso non so bene quanti soldi, e forse è meglio che non lo sappia.




Ma non voglio star qui a piangermi addosso. O perlomeno non voglio farlo pensando al passato. È il futuro a fare il lavoro sporco 'sta volta.


Eccomi qua di nuovo, coi miei tremila dubbi e le mie zero risposte. Con la voglia di scappare via e la paura che, invece, mi tiene legata qui. Con in testa solo la voglia di evadere, di sognare, di vivere... di fare quello che, forse, non ho mai fatto.




La paura di sbagliare è tanta. E qualunque sia la mia scelta, sarà quella definitiva. Il punto di non ritorno. Questa scelta condizionerà la mia vita. È il punto di partenza per tutto ciò che sarà dopo. Dipende tutto da questo, dipende tutto da ORA. E non posso più rimandare. Non voglio più rimandare, anyway.


Ma ho paura. Sono persa. Non ho un filo guida nella mia testa, non ho un'idea, una luce, una via d'uscita. Vedo solo il buio e la voglia di luce.




E in mezzo a tutto questo, come se non bastasse, c'è, come sempre, anche l'amore. Sì, colui che a volte si fa finta di mettere in disparte. Colui che ti fa passare giornate intere a chiederti se sia giusto tenersi tutto dentro, se il sentimento non andrebbe invece urlato a squarciagola fino a perdere la voce. Mostrare la mia anima a te... non sai quanto vorrei. E invece mi accontento delle carezze che le fai, da lontano, mentre io resto nell'ombra e ti osservo, ti ammiro, ti scruto. Ti sfumo, ti allontano, ti cancello.




Bene.




Il momento è ufficialmente iniziato. Auguratemi buona fortuna. Auguratemi che non sia solo fortuna, ma piuttosto bravura, coraggio, determinazione... per una volta.




Alla prossima (che spero sia portatrice di più certezze!)...

lunedì 15 giugno 2009

Te

Te, solo te, per sempre te.




Miraggio"






Non so come sia successo, ma mi hai rapito anima, corpo e cuore come nessuno mai. E adesso sto sentendo quella razionale follia di chi ha la consapevolezza del male che si sta facendo, del dolore che si sta infliggendo con ogni secondo che passa.




Non chiedermi perché, non chiedermi cos'ho, non chiedermi di lei... Perché tutto questo non c'è, tutto questo è illusione, tutto questo sei tu...


Sei la fotografia che vorrei avere scattato, la poesia che vorrei avere scritto, la musica che vorrei avere composto.


Sei la vita che vorrei vivere, con te, insieme a te, per te, in te.






Sei il sogno irraggiungibile che io rincorrerò per sempre, fino allo stremo, fino alla morte. Ma tu sei Vita... e le nostre strade parallele.




Ti osserverò, continuerò ad osservarti, da lontano... e allungherò la mano, per cercare di raggiungerti, di toccare i tuoi capelli, le tue mani, il tuo viso. Ma tutto ciò che sentirò sarà solo il vento che si sbatte violentemente sui miei palmi, le mie dita, a rinfacciarmi quanto lui sia libero, senza catene, di tutti, per tutti.




Te, nient'altro.




Te.

giovedì 11 giugno 2009

I don't know how a heart beats... but I sure know how one breaks

Hai strappato un pezzo del mio cuore e l'hai gettato via, senza nemmeno guardarlo. Fa male, ma non lo saprai mai. Mi hai uccisa, ma non lo saprai mai. E non lo saprai mai perché non era tua intenzione. Tu non sai, non puoi sapere cosa c'è dentro di me: non te l'ho mai detto. E come posso io odiarti, dimmi, ti prego, come posso odiarti, se tutto ciò che hai fatto è stato volermi bene? Come posso dimenticarti? Come? Perché?




purple rose






Vorrei avere avuto il coraggio... Vorrei averti detto quello che era giusto che ti dicessi... Vorrei non averti mentito quella dannata sera... e invece l'ho fatto. Forse le cose sarebbero andate diversamente. O forse no. Forse sarebbero andate peggio, chi lo sa... Ma, sicuramente, non sarei qui a chiedermi come sarebbero andate.


Perché mi farei del male da sola altre mille volte, piuttosto che non sentire nulla.


E invece sarà esattamente quello che dovrò fare... non sentire più nulla... sperando che quel pezzo di cuore che mi hai così facilmente strappato diventi insensibile e smetta un giorno di fare male.




Vorrei avere le parole, quelle grandi, per poterti circondare di quello che di me bellezza in fondo poi non è.




E invece non ce le ho quelle parole. Forse non ho nemmeno quelle piccole in questo momento. Non ho nulla, in questo momento. Solo un grande vuoto. Il vuoto del silenzio... della consapevolezza di un attimo che aspetti, ma speri non arrivi mai, e lo continui a scacciare lontano dai tuoi pensieri, via, lontano... ma poi arriva... inesorabile, arriva. E non rimane altro che il vuoto, di quelli che, presto, si colmeranno di un'enorme tristezza. Quella tristezza di cui vorrei parlarti, ma non posso. Non posso. E anche se potessi, a cosa servirebbe ormai?




Ma tanto io non sono degna di te... Tu sei un essere troppo speciale, meriti di meglio... meriti IL meglio... Spero solo che tu l'abbia realmente trovato.




Ti amo, ma non lo saprai mai.