Non ti sai nascondere davvero...
venerdì 24 dicembre 2010
venerdì 12 novembre 2010
Destination Anywhere
Ho da poche ore finito di leggere il primo capitolo di "Trent'Anni E Una Chiacchierata Con Papà", il libro di Tiziano Ferro da poche settimane sugli scaffali.
Il libro (se l'avete letto o ne avete sentito parlare, lo saprete) è sostanzialmente la trascrizione di 15 anni del diario personale di Tiziano, il tutto condito da una sua interpretazione e rielaborazione fatta oggi, a trent'anni, con una nuova consapevolezza, una nuova vita, una nuova libertà ed una nuova maturità, ed anche dai commenti e dagli aneddoti raccontati dalle conoscenze più significative di Tiziano, conoscenze senza le quali, come lui stesso scrive, non sarebbe successo o cambiato nulla nella sua tormentata vita.
A parte il fatto che, già dalla lettura di queste prime pagine, ne sono profondamente colpita (e quindi, proprio per questo, credo sia meglio rimandare un'eventuale recensione o commento o chiamatelo-come-vi-pare a quando avrò finito di leggerlo), ma la ragione per cui ho esordito parlando di questo libro è perché, appunto, esso è sostanzialmente un diario, un insieme di pensieri, riflessioni, sensazioni raccolte nel tempo e fissate nel tempo, per diventare eterne. È questo che mi affascina del concetto di diario, ed è per questo che ho sempre voluto avere un blog e che, ormai da più di un anno, ne ho uno.
Per dirla nel mio solito linguaggio, insomma, cominciando a leggere il libro di Tiziano Ferro mi è venuta la scimmia di scrivere a mia volta qui sul blog... E poi bisogna anche dire che mi e vi avevo promesso di scrivere più frequentemente qui, un po' come ai vecchi tempi, anche se i lettori di questo blog al momento credo siano pari a zero, ma questo non importa, anzi, forse è meglio così, mi sento meno "osservata", chi lo sa.
Ad ogni modo, le giornate da queste parti proseguono veloci. L'altro ieri sera mi è iniziata l'influenza, e quindi non sto esattamente al top. Nonostante ciò, ieri ho trovato le forze (non è stato difficile, ve l'assicuro) di andare a vedere il "film" (concerto) "Bon Jovi - The Circle Tour" al cinema. Una roba abbastanza innovativa e all'avanguardia qui in Italia, o forse lo è soltanto per quanto riguarda i Bon Jovi, questo non lo so. So solo che negli States sono un po' di anni che hanno l'usanza di trasmettere lo stesso film/concerto all over the country, mentre qui da noi è stato qualcosa di assolutamente inedito, per cui sono felicemente sorpresa. Tra l'altro, ho anche deciso di portare anche i miei, così che muovessero un po' il culo da casa e si beccassero anche un concerto con le contropalle, ché se non hai mai visto i Bon Jovi live, ALMENO su un cazzo di schermo, non hai visto nulla nella vita (anche se è pur vero che, tecnicamente, il mio primo concerto dei Bon Jovi l'ho visto proprio insieme a loro, che mi hanno accompagnata a Imola nel 2003 in occasione dell'Heineken Jammin' Festival, solo che eravamo lontani, lontanissimi, o, come dicono gli americani, "in the nosebleeds", anche se quel termine sarebbe riferito solo alle tribune, mentre noi eravamo nel prato, ma chissenefrega, il concetto è quello).
Anyway... Come vi dicevo, sono piuttosto influenzata, e oggi non avevo assolutissimamente voglia di uscire, così ho posticipato a settimana prossima tutti i miei impegni. Domani in un locale poco lontano da Genova si esibirà una tribute band dei Bon Jovi che ho già visto qualche anno fa e che ricordo essermi piaciuta molto, quindi ho intenzione di andare. Speriamo che l'influenza non rompa troppo le palle.
Che altro... Bè, ovviamente già saprete che è uscito il nuovo greatest hits dei Bon Jovi, il quale contiene 4 inediti molto fighi (a dire il vero 5, ma solo se lo comprate da BonJovi.com). E, ancora più ovviamente, saprete anche che è stata recentemente annunciata una loro data in Italia, il 17 Luglio 2011, dopo 8 anni di assenza, 11 se consideriamo solo i tour ufficiali. Insomma, un evento più unico che raro. Suppongo sappiate, infinitamente più ovviamente, che io ci sarò, ed ho tutta l'intenzione di sudarmi la prima fila.
Sì, lo so. Post diverso, molto diverso dal solito. Ma dovete sapere che sono in fase nostalgica in questo periodo. E quindi diciamo che sto lasciando che rivenga un po' tutto a galla, compresi i Bon Jovi. Non che i Bon Jovi siano mai stati sommersi, sono SEMPRE stati a galla... però magari ne parlavo meno... Ecco, ora mi va di parlarne di più. Quasi quasi mi andrebbe di parlare SOLO di loro, come facevo fino a qualche anno fa. Loro mi fanno stare bene. Loro mi hanno cresciuta. Loro mi sono stati vicino nei momenti più difficili, e mi hanno aiutata a farli diventare più sopportabili, talvolta persino belli.
Devo molto ai Bon Jovi. E quindi, vaffanculo, per una volta il mio blog è dedicato a loro, e lo sarà anche in futuro. Tanto nessuno passa più di qui comunque, e, in ogni caso, fidatevi che i Bon Jovi sono un gran bell'argomento, specialmente se dall'altra parte del confronto abbiamo sproloqui e monologhi incomprensibili e/o deprimenti.
Grazie.
Some dreams live,
some will die,
but the you and me
is still alive...
Now, am I blessed?
Or am I cursed?
'Cause the way we are
ain't the way we were...
Back... when we were beautiful...
I wonder where it went,
let's go back and find it...
mercoledì 11 novembre 2009
Waiting for something more...
Non che la mia mente perda mai tempo su questo errore di un attimo protratto per mesi, ma oggi ho guardato la data e ho pensato "oh, un anno". Già, è passato un anno, e, insieme a lui, è passata anche tanta, tantissima acqua sotto i ponti da allora.
Boh, che dire... Sembra ieri, sembra un millennio fa, sembra realtà, sembra illusione. Sembra. In realtà non è nulla, se non un amaro segno nella memoria, uno un po' più piccolo sul cuore. Mi guardo indietro con tanta, tanta indifferenza. Quanto basta di rabbia, un po' di orgoglio dimenticato... e la consapevolezza che ciò che è stato dopo, ciò che è adesso... non sarebbe mai stato... forse nemmeno io sarei mai stata quello che sono ora... Che poi, cosa sono ora? CHI sono ora? Ma quella è altra storia... Tanto la risposta dubito arriverà in tempi brevi, se mai arriverà.
Il fatto è che quell'errore, quell'ingenua illusione, quella sofferenza così profonda da non riuscire ancora oggi a spiegarmi come facesse a non avere radici... tutto questo è servito a qualcosa.
Altro dolore, altro amore, altri innumerevoli giri di orologio ne sono susseguiti. Stesso destino di un'altra storia, ma della stessa persona. Quella stessa persona che un giorno di giugno iniziò a scrivere in questo blog, chiedendosi proprio in quel di novembre dove si sarebbe ritrovata. Ecco dove mi sono ritrovata. Esattamente dov'ero prima: esattamente davanti a questo schermo, seduta a questa scrivania, muovendo le dita su questa tastiera.
È cambiato poco, non è cambiato nulla, sono cambiate molte cose. Dipende un po' da che prospettiva si decide di guardare la situazione. E anche dal giorno, o meglio, dal secondo in cui lo si fa.
Non lo so, mi è difficile fare una sorta di bilancio, di grafico delle entrate e delle uscite, o magari indicare, con una semplice freccia rossa rivolta verso il basso o una verde rivolta verso l'alto, come si fa in Borsa, se ora "va meglio" o "va peggio".
Diciamo soltanto che VA, ed è già qualcosa. Io e il futuro non andiamo molto d'accordo. La massima proiezione che posso avere di me stessa nel futuro è più o meno di 6-7 giorni. Oltre c'è il vuoto. Quindi sapere che sono ancora qui, in un modo o nell'altro, non è di poco conto.
Che dire, faccio un passo avanti e ne faccio tre indietro. A volte la mia testa spunta fuori da questa fossa, ma il corpo rimane immobile, ed io rimango mera spettatrice di qualcosa che non so, qualcosa che non è mio e che non so nemmeno se voglio che lo sia.
Il prossimo anno chissà dove sarò...
The broken clock is a comfort, it helps me sleep tonight,
maybe it can stop tomorrow from stealing all my time...
And I am here still waiting, though I still have my doubts;
I am damaged at best, like you've already figured out...
domenica 11 ottobre 2009
Still Life
L'immagine di questo post è una foto... che non posso pubblicare per ovvie e meno ovvie ragioni... Usate la vostra fantasia (o, meglio ancora, i vostri personali ricordi) per colmare questo vuoto, e scusatemi.
Come tutte le grandi cose e come l'amore, la fotografia è, al tempo stesso, la cosa più stupenda e quella più dolorosa che ci sia, in altre parole è emozione...
E così guardi una foto, osservi dall'esterno, ma rivivi dentro di te, un attimo unico, che non si ripeterà mai più... Le sensazioni, i colori, i profumi, i sentimenti, le paure, le gioie, le emozioni, gli amici, i luoghi, gli amori, i sorrisi, gli abbracci, gli sguardi... E senza accorgertene, ti scappa sempre un sorriso amaro, sospeso tra presente e passato, realtà e immaginazione...
Certe persone vanno e vengono, altre vengono per restare per sempre, ed altre ancora vanno per non tornare mai più... Tu, dal canto tuo, sei sempre lo stesso ma così diverso, sempre al tuo fianco ma così lontano...
Perché il tempo, come tutte le grandi cose e come l'amore, è, al tempo stesso, la cosa più benevola e quella più crudele che ci sia, in altre parole è il ritmo della tua vita, senza il quale il tuo cuore non potrebbe battere.
E allora, sia... Che i momenti siano vissuti nel presente, che chi ti vuole bene possa starti vicino finché lo sente dentro, e chi ti vuole male possa sfogarsi finché ce n'è...
E dopo, chissà... Chi vuol esser lieto, sia: del doman non c'è certezza...
Ricorderò e comunque, e so che non vorrai,
ti chiamerò perché tanto non risponderai...
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco...
E capendo che ti ho perso,
ti scatto un’altra foto...
Perché, piccola, potresti andartene dalle mie mani,
ed i giorni da prima lontani saranno anni...
E ti scorderai di me...
Quando piove, i profili e le case ricordano te,
e sarà bellissimo
perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te...