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lunedì 5 ottobre 2009

Storie...

Quiet






Sapete che c'è? C'è che volevo, dovevo e stavo per andare a letto, ma poi mi è venuta la scimmia di venire qui a scrivere... Ebbene, eccomi qua.




La realtà è che ne vengo ora da un altro blog, trovato per puro caso, e in questo blog ho trovato tante parole che avrei potuto scrivere io. Non so chi sia 'sta persona, so solo che è una ragazza e sembriamo essere sulla stessa lunghezza d'onda, parlare la stessa lingua. Ma vabbè, la sua storia sembra essere diversa, nonostante i tanti punti in comune.




La mia storia, più che altro, assomiglia ad un vero e proprio incubo. Ma non di quelli movimentati e terrificanti, ma piuttosto di quelli grigi, inquietanti, noiosi... talmente noiosi che se fosse un film e voi foste gli spettatori, stareste seduti sul bordo del vostro sedile, giocherellando con le mani, terrorizzati all'idea che qualcosa potrebbe, ed anzi, deve per forza, succedere all'improvviso, spaventandovi a tal punto da far cadere la vostra scorta di pop-corn, Coca-Cola e noccioline tutta a terra.




Ma la mia storia non è un film ed io non ho la fortuna di potervi offrire un cinema accessoriato con tanto di pop-corn, bibite e noccioline. E voi... voi, per fortuna, non siete meri spettatori, ma una parte attiva e determinante della mia storia, della mia vita.




In quanto parte attiva, mi piacerebbe rendervi partecipi degli ultimi avvenimenti da queste parti. Innanzitutto, a inizio post ho scritto che dovevo andare a letto. Bè, come ben saprete, non sono una di quelle che si impone orari e li rispetta, quindi c'è una ragione ben precisa dietro a quella parola, ed è che domani inizio a lavorare full-time. Solo che non è un full-time, ma un part-time. Ma è sicuramente più full-time dell'"ora-ogni-tanto" che facevo prima.




Il fatto è che dovrei essere felice come una Pasqua, e non lo sono. Dovrei sentirmi pronta a spaccare il mondo, e invece mi sento come un piccolo cricetino che è stato tolto di forza dalla sua palletta di paglia e messo in terra, dove passano sempre il gattone e il cane di casa. Dovrei essere rilassata o perlomeno in pace con me stessa, e invece sono tesa come una corda di violino.


Domani devo parlare al mio boss di certe cosette che non vanno... Già, certe cosette non vanno prima ancora di cominciare. Fantastico, eh? Vabbè, vi farò sapere come va a finire.






Ma dove guardano mai


quegli occhi spenti che hai?


Cos'è quel buio che li attraversa?


Hai tutta l'aria di chi, da un po' di tempo oramai,


ha dato la sua anima per dispersa




Non si uccide un dolore anestetizzando il cuore,


c'è una cosa che invece puoi fare se vuoi, se vuoi, se vuoi...




Parla con me, parlami di te,


io ti ascolterò,


vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu


Parla con me,


tu provaci almeno un po', non ti giudicherò,


perché una colpa se c'è non si può dare solo a te


Parla con me




Col mondo messo com'è,


anche il futuro per te


lo vedi come un mare in burrasca,


ti fa paura, lo so,


io non ci credo però


che almeno un sogno tu non l'abbia in tasca




Ma perché quel pianto asciutto?


Non tenerti dentro tutto,


c'è una cosa che invece puoi fare se vuoi, se vuoi, se vuoi...




Parla con me, parlami di te,


io ti ascolterò,


vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu


Parla con me,


tu dimmi che cosa c'è,


io ti risponderò,


se vuoi guarire però


prova un po' a innamorarti di te




Non negarti la bellezza di scoprire


quanti amori coltivati puoi far fiorire,


sempre se tu vuoi




Parla con me, parlami di te,


io ti ascolterò,


vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu


Parla con me,


tu dimmi che cosa c'è,


io ti risponderò,


se vuoi guarire però


prova un po' a innamorarti di te


Parla con me


Parla con me

venerdì 21 agosto 2009

Dreaming of Ice-Cream Women Far Away...

Oddio... Il mio occhio è appena passato dalla data di pubblicazione del mio ultimo post qui, a quella di oggi che viene fuori quando si passa il cursore sopra l'ora in basso a destra dello schermo. 5 agosto e 20 agosto. 15 giorni. Wow. Bè, c'è da dire che fino a qualche giorno fa ero ancora fuori sede e, nonostante ciò, durante quelle due settimane ho comunque trovato modo di postare un articolo qui, affrontando tutte le difficoltà del caso.




E ora eccomi qui, tornata a casa, confusa quanto prima, con più caldo di prima, e con un filo di abbronzatura più di prima.


Home sweet home. Davvero? Non ne sarei così sicura... Ma in fondo già lo sapevo prima ancora di tornare. Non vedevo l'ora di farlo, ma sapevo benissimo che, allo stesso tempo, tornare a casa mi avrebbe di nuovo, per l'ennesima volta, posto davanti agli stessi problemi, alla stessa routine, agli stessi quesiti, agli stessi luoghi e odori di sempre. Che palle.




Sono proprio curiosa, e allo stesso tempo terrorizzata, di sapere dove sarò tra un anno o anche solo tra qualche mese da adesso. Spero da un'altra parte, spero con gente a posto.




Leaving






Sì, perché la compagnia è tutto nella vita. Non importa dove sei o cosa fai, ciò che conta è le persone che ti circondano. Ne sono fermamente convinta. E allora forse dovrei dare la priorità proprio a questo fattore quando si tratta di grandi decisioni, visto che tanto non sembro avere altre lampadine ad illuminarmi la strada e a dirmi dove andare...




Non ho molte certezze a riguardo, anzi, ben poche... Ciò di cui sono sicura al 100% è che voglio tanta tanta tanta musica, e poca poca poca gente, ma come dico io. E poi voglio la mia chitarra, così è la volta che la imparo a suonare. Ah, e il mio cuscino. Sì, non ne voglio un altro, voglio lui... Sono una sorta di versione un po' più adulta e queer di Linus (e la sua copertina - non potevo non citarla, che sennò poi si sentiva solo). Poi voglio i miei futuri Ray-Ban ed una piastra per capelli. Poi quando sarò diventata cool abbastanza e piena-di-soldi abbastanza, voglio un iPhone, così potrò passare le ore su Facebook, ma riuscire comunque a vivere la mia super-impegnatissima vita stracool. No, vabbè, mo sto sclerando... Ma più o meno i piani sono questi.




Come? Queste sono stronzate e dovrei pensare a cosa fare della mia vita? Magari un lavoro per comprarmi le cazzate che voglio ed un'università da frequentare così non sto ignorante come una capra? Mah, forse c'avete pure ragione. Sì-sì, mi sa proprio che c'avete ragione. Vabbè, ma quello è secondario... o no? La vita è fatta di priorità, direbbe un Magnum con due belle gambe e i capelli fluenti sulle spalle abbronzate di cioccolato che crocchia e si scioglie in bocca.




Vedremo dove mi porta la mia materia grigia...




Ciau, People... Alla prossima!




P.S.: No, non ho bevuto stasera. E no, non ho nemmeno fatto uso di droghe. Come uso sempre dire io, è tutta farina del mio sacco... ;)

venerdì 5 giugno 2009

Dialogate Con Me

Greenpeace






Sono appena tornata da un colloquio di lavoro con Greenpeace per l'unica posizione salariata (e quindi non di volontariato) che offrono: il dialogatore.


In pratica si tratta di fermare la gente per strada e cercare di ottenere più donazioni possibile (è l'unica loro fonte di sostentamento: non accettano soldi da istituzioni, imprese, governi... nessuno, solo da singoli individui).


Un lavoro difficile, che ha bisogno di entusiasmo, fiducia in sé stessi ed una forte spinta ideale. Un lavoro - che non fa per me.




Eh sì, perché la spinta ideale c'è, ed è tanta, ma purtroppo da sola non basta. Per quanto mi sforzi, è inutile nascondermi che ho difficoltà ad approciarmi con perfetti estranei... specialmente per strada e quando si tratta di ottenere donazioni.




Dubito di ricevere quella chiamata stasera. Ma sono contenta di averci provato, comunque... di essermi messa in gioco, almeno. Devo ammettere che è una sensazione alquanto nuova per me.




Vabbè, non vi annoierò ulteriormente... Volevo solo rendervi partecipi di questa mia piccola grande novità, sempre se qualcuno legge ancora questo blog, anyway.




Mi raccomando, sostenete Greenpeace, che sono dei gran bravi ragazzi. Potete fare attivismo anche online, si chiama cyberattivismo. Si tratta di iscriversi alla loro newsletter e ricevere materiale da loro come petizioni da firmare, banners da esporre, etc.... Io lo faccio da parecchio tempo e, almeno quello, mi riesce abbastanza bene.




Un abbraccio a tutti, che in 'sto periodo mi sento davvero pucciosa da diabete. Ho bisogno d'affetto... di riceverlo, ma anche di darlo. Se state leggendo queste righe è molto probabile che siate quella che io chiamo "la mia People", e allora a voi va il mio pensiero, un abbraccio stritoloso gigante ed un bacio, con o senza lingua (dipende da CHI siete nello specifico).




Ciauz