sabato 13 marzo 2010
venerdì 26 febbraio 2010
Come la fortuna...
CHE PALLE 'STO BLOG. Mi sono resa conto che finisco da queste parti ogni volta che non ce la faccio più e sento il bisogno di sfogarmi. Quindi collego questo posto a tutti i casini che ho, e siccome non sopporto più tutti i casini che ho, sto finendo per non sopportare più nemmeno questo blog. Ma vabbè. Non sopporto manco me stessa, eppure talvolta ci vado pure d'accordo, quindi che volete che sia qualche pensiero negativo sul blog. In fondo gli voglio bene.
Stasera sono uscita, pizzata fuori per una "serata girls", o come la chiamano. Alla fine non è stato male, ma non bisogna mai dimenticare che in tali circostanze l'argomento "uomini" è d'obbligo, e quindi meno male che davanti a me avevo la pizza da osservare intensamente, e meno male che c'è stato Sanremo. Perché Sanremo è Sanremo, e almeno ti dà qualcosa di cui parlare che non vada in quel senso. Sì, perché andare contromano è brutto, pericoloso e ti fa sentire una cogliona. Poi ce n'era una che sembrava stare tra le due carreggiate e guardarsi a destra e a sinistra cercando di decidere in quale senso andare. Mi guardava anche strano... Boh, saranno impressioni.
Anyway, è un periodo davvero sfigato, questo. Ma di quelli sfigati con un pizzico d'ironia, che ti fa sembrare di essere in una sit-com comico-drammatica dove l'impensabile accade al momento più sbagliato, più che in una vita reale.
Boh, non lo so. Credo che, comunque, alla fine il vero problema sia che fatico a trovare un senso a tutto ciò, a tutto questo. Fatico anche a darlo, un senso. Sì, certo, questa è altra storia. Ma è la mia storia. Una storia che mi sembra un po' come le storie di tutti quei libri che ho nella mia vetrinetta: piacevoli, potenzialmente belle, ma, per qualche ragione, lasciate a metà.
Ma forse è proprio quello il mio errore. Pensare, anche inconsciamente, che, in qualche modo, sia già tutto scritto. E allora che senso ha andare avanti a leggere? Troppa pigrizia e troppa paura per farlo. Ma io sono la scrittrice, non la lettrice. Dovrei capirlo. E invece mi trovo ad essere la giocoliera delle parole che non riesce a dare un nome a nulla. La cantante del silenzio, che è l'unica cosa che riesce a dire tutto ciò che c'è da dire.
Se è vero che tutto accade per un motivo, ho davvero di che preoccuparmi.
È assurdo pensare che a volte le cose
non vadano bene e vadano rese...
È assurdo pensare che giunti a un traguardo,
neanche ci arrivi e diventa un ricordo...
E paradiso è la nostra memoria,
per non perderla mai più,
mai più...
E penso alle risate, a quanta gioia,
che non toccheranno mai,
nessuno mai...
giovedì 11 febbraio 2010
Paranormal Passivity
Faccio l'amore con sogni dall'aria confusa e annebbiata, la realtà mi schiaffeggia, e non capisco se sia cattiveria gratuita o benevolenza, voglia di svegliarmi.
A volte mi chiedo quando tutto sia iniziato... non riesco davvero a trovare risposta. È come un gomitolo di fil di ferro, così sottile da essere tagliente se si prova anche solo a guardarlo troppo a lungo. Eppure ero io. Dovrei ricordarlo bene.
Non posso neanche guardare avanti. Non riesco più ad immaginare, non ce la faccio.
Il presente mi scivola addosso come un fiume sulla roccia, che lentamente logora, senza farsi notare.
Mi sono costruita tante gabbie, una dentro l'altra. Come in un frammento di vita eterna ma mai iniziata, perennemente fermo, dove tutto è immobile e i suoni non esistono, non posso permettermi neanche di urlare.
Una faccia che non ha mai voluto indossare maschere; tempo e intemperie si sono scagliati su di lei sradicandone via tutti i connotati, le espressioni, le emozioni. Rimane solo un teschio, senza volto, senza identità. Vuoti i suoi occhi, morta la sua pelle. Grigna sempre; a volte sembra una risata, altre una smorfia di rabbia. Ma non è più in grado di piangere.
Antefatto:
Alla finestra, il cemento si erge pieno di grigio orgoglio, e un cielo blu notte mi osserva timido, nascosto dietro di lui. Le parole e la musica riecheggiano forti nell'aria del mio piccolo frammento, e la sigaretta si consuma piano. Passano i minuti, butto la sigaretta ormai finita. Rimango ancora un po' alla finestra. Dal mio palazzo vedo spuntare fuori due ragazze, si tengono per mano. Penso che vorrei che si baciassero, ma che non lo faranno mai. Si avvicinano. Con le mani giocano una con le labbra dell'altra. Forse stanno parlando di trucco. E poi arriva. Timido, fugace, quasi impercettibile. Me lo starò immaginando. E poi ancora. E ancora, e ancora. Ogni volta più passionale. Braccio intorno al collo come a rivendicare qualcosa che vuole sia soltanto suo. Mi nascondo, non voglio mi vedano mentre le osservo. Riprendono a camminare; la mora quasi saltella, sembra non riuscire a contenere la sua spensieratezza. La bionda le salta quasi in braccio, avvinghiandosi a lei con le gambe intorno alla sua vita.
Girano in tondo, ridono, si dicono anche qualcosa, ma non riesco a sentirle; la musica cerca ancora di coprire il silenzio assordante. E poi spariscono, ancora avvinghiate, dietro al cemento. Forse, non lo volevo veramente. Chiudo la finestra. Chissà se le rivedrò ancora, chissà se stanno insieme... Chissà...
giovedì 28 gennaio 2010
Tonight I don't give a fuck!
Il periodo del vuoto cosmico a quanto pare è durato più del previsto. A dire il vero non riesco a ricordarmi nemmeno quando sia iniziato, il che la dice lunga... Ma comunque, in realtà in questi giorni ho più paura che altro. Sì, ho paura di scrivere. Ho paura di mettere su carta ciò che sento. In realtà ho paura di scoprire ciò che sento. E allora blocco le parole sul nascere. È anche per questo che questo blog è così incredibilmente silenzioso ultimamente. Non sono così occupata, stressata, divertita da dimenticarmi del mio diario personalissimo, no. Ci penso ogni singolo giorno a questo mio piccolo spazio di mondo. A volte apro questa pagina e poi la richiudo, senza cedere alla tentazione. Perché alla fine non c'è nulla che mi dia così tanta soddisfazione come sfogare la mia inquietudine qui su queste pagine. Mi sento liberata di qualcosa. Sensazione troppo familiare, ora che ci penso.
Ad ogni modo, dal punto di vista più meramente pratico, visto che di altro, come abbiamo detto, per ora non parlerò, c'è il solito movimento stagnante da queste parti. Quanto adoro gli ossimori, non avete idea. Mi rappresentano, mi esprimono al meglio. Io SONO un ossimoro. Anyway, tornando a noi... Si lavora sempre, e non ci si lamenta troppo. Qualche ora qua e là per arrotondare fa sempre piacere, quindi chissenefrega se ora devo cominciare ad acquisire orari normali (leggesi "che seguono vagamente i ritmi biofisici"). Anzi, ne sono contenta. Ho anche altre cosette all'orizzonte, ma evito di parlarne prima che i tempi siano maturi. Work, work, work, sì, that's what it's all about lately. E forse è meglio così. Stamattina, però, mi sono concessa un po' di shopping. Credo sia la prima volta nella mia vita, o giù di lì. Mi è piaciuto e ne sono soddisfatta. W i saldi forever.
Ora mi dileguo, tesori miei... Spero di ritornare a scrivere su queste pagine con la stessa frequenza, intensità e magari anche con un po' meno tristezza di sempre.
Besos!
There's a part of me in the chaos that's quiet
and there's a part of you that wants me to riot...
Everybody needs to cry or needs to spit,
every sweet-tooth needs just a little hit,
every beauty needs to go out with an idiot...
How can you stand next to the truth and not see it?
A change of heart comes slow...
It's not a hill, it's a mountain
as you start out the climb,
do you believe me or are you doubting?
We're gonna make it all the way to the light,
but I know I'll go crazy, if I don't go crazy tonight...
It's not a hill, it's a mountain,
listen for me, I'll be shouting,
shouting to the darkness, squeeze out sparks of light...
You know we'll go crazy,
you know we'll go crazy,
you know we'll go crazy, if we don't go crazy tonight...
Oh, oh,
slowly now,
oh, oh...
mercoledì 13 gennaio 2010
There's No Place Like Home...
C'è stato un grande vuoto dentro di me in questi giorni. Un vuoto talmente grande da non permettermi nemmeno di provare a scrivere e cercare un senso nelle parole, che se le scrivi un senso dovranno pure avercelo.
Poi, però, anche il vuoto trabocca, e quindi eccomi qua.
In questo momento sto chattando con una mia amica da poco trasferitasi in Australia per alcuni mesi. Non ho ben capito perché, e forse non lo sa neppure lei, ma credo abbia qualcosa a che fare con l'imparare l'inglese e lo stare lontano anni luce da casa propria.
Il mio migliore amico ha seguito più o meno lo stesso percorso, ma ora vive a Londra (a proposito... ciao, Luca!).
C'è chi è emigrato negli Stati Uniti, chi in un'altra città, chi nella via di fronte rispetto a quella dove aveva vissuto fino al giorno prima insieme ai suoi.
Io, da parte mia, sono qui, sono ovunque e non sono da nessuna parte. Una sorta di "Uno, nessuno e centomila" del terzo millennio.
Altro che relativismo... qua ci sono proprio le tenebre!
Gotta find a way,
yeah, I can't wait another day
and nothin' gonna change
if we stay around here...
Gotta do what it takes,
'cause it's all in our hands...
We all make mistakes, yeah,
but it's never too late to start again,
take another breath
and say another prayer...
venerdì 1 gennaio 2010
Hopelessly Hopeful
Mamma mia, che Capodanno. Una mia amica mi ha detto che ciò che inizia male di solito finisce nel migliore dei modi. Bè, speriamo davvero!
Alla fine, però, posso comunque trovare i suoi lati positivi. Un bellissimo scorcio di mare, di quelli che li resteresti a guardare per ore o giornate intere lasciando che le onde immergano, rinfreschino, cancellino e ricreino i tuoi pensieri... Una o due docce di Moscato di quelli talmente buoni che ti ci ubriacheresti (ma forse, col senno di poi, dovrei togliere il condizionale)... Un po' di musica per far casino (ma si poteva fare di meglio)... I bei botti colorati e casinisti...
Insomma, tutto sommato avrebbe potuto andare peggio. Non sto a scendere nei dettagli degli aspetti negativi perché 1) ho già raccontato la storia personalmente fino alla nausea e 2) è quasi finito il primo giorno del nuovo anno, e voglio inaugurarlo con un post ricco di speranza o quanto meno povero di robe tristi.
Sì, perché è difficile non farsi coinvolgere dalla voglia di rinnovamento che l'inizio di un nuovo anno porta con sé, specialmente se l'anno appena passato non è stato esattamente dei migliori. È qualcosa di quasi irrazionale; voglio dire, in fondo si tratta soltanto di un numero che cambia. Cosa potrà mai avere oggi di così diverso da ieri? Bè, tecnicamente nulla, praticamente tutto.
A volte le cose sono o sembrano così statiche, che vedere che, finalmente, anche il tempo si decide a muoversi e a cambiare è una gran cosa. In fondo le nostre azioni dipendono dalla nostra psiche, da quella serie di illusioni che nascono ogni singolo secondo della nostra esistenza come reazione al nostro contatto con la realtà. E allora quale spinta può essere migliore di quella dell'illusione del tempo che dopo centinaia di giorni passati in contemplazione, in paura e in lento progredire nascosto, si butta coraggioso, come da una scogliera, cambiando in un momento?
Eh sì, sarà stupido, ma io voglio crederci in questo cambiamento, voglio credere in un anno appena nato che ha tanta voglia di fare, crescere e vivere, voglio credere in un 2010 che porti con sé la svolta e che valga la pena di essere vissuto.
Tutto questo e anche di più, ovviamente, lo auguro di cuore anche a Voi, che vivete nel mio cuore.
Yeah...
All is quiet on New Year's Day,
a world in white gets underway,
I want to be with you,
be with you night and day...
Nothing changes on New Year's Day,
on New Year's Day...
I will be with you again,
I will be with you again...
giovedì 24 dicembre 2009
Life inside a snow globe
Questi giorni di festa sono strani. Che poi, "festa"... Forse sarebbe più opportuno dire "vacanza". Ad ogni modo, questo è un periodo in cui tutto sembra allo stesso tempo incredibilmente pieno e terribilmente vuoto. Forse è semplicemente un periodo pieno di vuoto. Sì, dev'essere così. Un po' come in una bellissima palla di vetro, che basta scecherarla un po' e quel piccolo mondo inanimato che c'è dentro sembra prendere vita, con quei bianchissimi fiocchi di neve che cadono vorticosi al suo interno. Che poi potrei dire lo stesso dell'estate. Ma all'occasione anche dell'autunno e della primavera. Solo che non ci sono le palle di vetro estive, primaverili o autunnali. Vabbè, boh. Se non altro ho un po' di tempo per riposare, evitarmi il freddo e non ripetere le stesse cose fino alla nausea.
Ho anche intenzione di leggere qualche libro, in questi giorni. Ne ho comprati due proprio recentemente e mi sono arrivati a casa oggi, giusto in tempo per non perdersi nei meandri temporali dei disservizi natalizi. E poi c'è anche la biografia dei Bon Jovi, che ha aspettato pazientemente un mesetto e che ora scalpita dalla voglia di essere letta.
Spero anche di riuscire a vedere qualche film; ne ho scaricati diversi ultimamente, tutti sulla stessa tematica, quindi può darsi che dopo un paio ne abbia già le palle piene. O forse mi appassioneranno a tal punto da farmi diventare un'esperta della categoria.
Ma ciò che desidero più di ogni altra cosa fare in questi giorni di stop è riordinare la mente. Avvenimenti recenti e vecchie, vecchissime questioni in sospeso stanno lì e mi guardano con i loro grandi occhioni un po' compassionevoli e un po' minacciosi, non si sa bene. La loro ambiguità mi fa un po' paura.
Quindi, sì, queste vacanze sono molto importanti per me; voglio a tutti i costi sfruttarle al meglio.
E poi, anzi, nel mentre, inizierà il nuovo anno. Il 2010. Suona promettente, rivoluzionario. Ogni sua cifra urla "cambiamento". Bè, spero che qualcuno le stia a sentire.
Nel frattempo, chiudo questo post augurando a tutti i miei abituali visitatori, dichiarati e nascosti, amici e fans anonimi, ed anche a tutti i naufraghi capitati di qui per caso e scappati via quanto prima (non li biasimo), buone laiche feste ed un meraviglioso anno nuovo!
There's hope, I know,
out on that lonely road,
'cause home is where you are and where I am...
Breathe in, breathe out,
there's only now,
and all I've got I'm holding in my hands...
We're breaking out of Brokenpromiseland...