C'è qualcosa che proprio non riesco ad afferrare. A capire. A gestire. Tutto questo ha un sapore strano. Mi mancano dei pezzi, e questo puzzle non desidera altro che essere completato, e magari anche incorniciato e appeso. Ma tempo e distanza si sono amalgamati diventando una cosa sola.
La paura sgomita e si fa spazio. Qualcosa rimane indietro, affannato. Criptico. È tutto così dannatamente criptico. Messaggi. Segnali. Parole. Immagini. Colori.
Mente aperta, cuore infranto, corpo ferito, urla e sussurri che riecheggiano negli spazi vuoti e nelle cavità dell'anima... tatto irrequieto, assetato.
Il vento urla la sua forza silenziosa. Il freddo picchia con le sue carezze. E il cielo piange la sua liberazione.
La natura parla di noi, e mi piace ascoltarla, perché dice sempre quel che pensa, senza filtri, senza paure, senza aver mai bisogno di chiudersi nella rugginosa gabbia delle parole.
Waste away...
I'm crawling blind,
followed by what I left inside...
For you, just you,
I'm caught in place,
but I ignore what I can't erase...
Allora io sono la natura.
RispondiEliminaCosa di cui mai ho dubitato.
Scusa la modestia, cucciola.
'cino
adoro l'ultimo capoverso. avrei potuto pensare o scrivere io una cosa del genere un giorno. l'adoro.
RispondiEliminaLuca ;)
Grazie, Luca!!! :) Sono contenta che tu mi abbia fatto visita e che ti piaccia il blog e quella frase in particolare che significa molto per me... Passa quando vuoi! ;)
RispondiElimina