domenica 13 giugno 2010

Somewhere over the rainbow

Rainbow Clouds






Sarà l'estate, sarà il Pride, saranno certe persone, sarò io... ma oggi sono serena. Il tempo fa schifo... pazienza, non guarderò fuori dalla finestra! ;)




Non sono venuta qui con un'idea particolare in testa, ma ci tenevo a scrivere qualcosa, e sono contenta che per una volta quel qualcosa non sia qualche paranoia/incazzatura/depressione.




Ho voglia di festa, ho voglia di leggerezza, ho voglia di concerti, ho voglia di altri Pride, ho voglia di musica (quella sempreee!), ho voglia di sole (ma 'ndo cazzo sta?!???), ho voglia di Lady GaGa, ho voglia di casino e ho voglia di Piña Colada.




Poi mi sono resa conto che io non posso più vivere senza il mio cellulare nuovo (che tecnicamente sarebbe uno smartphone, ma se dicessi "non posso più vivere senza il mio smartphone nuovo" saprebbe di bimbaminkia very CUL che se la tira e mi verrebbe voglia di prendermi a schiaffi da sola, quindi lascio "cellulare"). No, seriamente, ormai è parte di me. Voi direte "sticazzi?"; sì, è vero, ma era solo una considerazione nata dal fatto che ieri mi si è scaricato a caso dopo che l'avevo caricato la sera prima. Sì, ho fatto un po' di fotografie al Pride e ho messo "Telephone" a tutto volume come colonna sonora mentre facevamo pipì nel bagno dello Spizzico, però checccazzo.




Vabbè, mi sa che vi saluto. Ho fame e voglio anche ascoltarmi Lady GaGa. (Sì, anche lei, insieme allo smartphone, fa parte delle cose senza le quali, ho imparato recentemente, non potrei più vivere).




Maaaaaaa prima di andare, tanto che sono qui, ne approfitto anche per fare gli auguroni di buon compleanno a una persona che definirei speciale per almeno 3 ragioni: 1) perché è speciale, 2) perché mi sopporta e 3) perché sopporta i capelli-mossi-che-però-le-piacciono-anche-se-oggi-non-li-vuole. :P Non faccio il suo nome perché tanto è una Very Important Person e tutti sanno di chi sto parlando! :D AUGURIIIIIII, TESÒ!!!




Ciauuu a tuttiiiiiii!!! :)






She's got both hands


in her pockets


and she won't look at you,


won't look at you...




She hides true love


en su bolsillo,


she's got a halo 'round her finger,


around you.




You know that I love you, boy,


hot like Mexico, rejoice,


at this point I gotta choose,


nothing to lose...

martedì 1 giugno 2010

Not my(usual)self tonight

Pink Scratches






Mi sono rotta il cazzo di chi mi crede "poco". Mi sono rotta il cazzo di chi mi crede "troppo". Mi volete, non mi volete, mi volete ma..., mi volete se..., mi volete forse..., mi volete a tratti... BASTA.




Sono buona, sono pacifista, ma non sono cretina. E anche se non sembra, sono molto, ma molto attaccata alla mia dignità. Sono stufa di vedere persone che ne abusano, specialmente quelle che invece dovrebbero volermi bene, o così dicono. COSÌ DICONO.




NON DITEMI PIÙ "TI VOGLIO BENE" SENZA PRIMA PENSARCI UNA, DUE, MILLE VOLTE, SE NECESSARIO. Non fatelo più. Non sono "solo parole", non sono cose che si dicono e poi chi se ne ricorda più. Io mi ricordo di ogni singolo "ti voglio bene" che mi è stato detto. E anche di tutti quelli che io a mia volta ho detto agli altri. E mi manda in bestia pensare che forse molti di quelli che ho ricevuto sono stati detti con la leggerezza che io non metterei nemmeno nel chiedere "che ore sono?" ad un passante.




Basta, quando è troppo, è troppo. Ho troppa fiducia nelle persone di cui ho fiducia per accettare delle oscenità simili. Cercate di non deludermi, perché una volta che mi avete deluso sarà mooooooolto difficile riacquisire la mia fiducia. E se adesso state pensando "chissenefrega", bene... esattamente. Sparite. Ma sparite DAVVERO. Se invece ve ne frega qualcosa, vedete di raddrizzare il tiro. CHE IO VI VOGLIO BENE, CAZZO. E se sono una cogliona, se sbaglio a volervi bene, ditemelo. Ditemelo in faccia. Così evitiamo ulteriori perdite di tempo. Se per voi è tutto solo un gioco, se per voi sono troppo seriosa e do troppa importanza a quello che sono io con voi, ditelo. Se per voi non sono davvero un'amica, ma in fondo non sono neanche una conoscente, in fondo, chi cazzo ti ha mai visto, bene, ditelo. Se non sono NULLA, se sono MENO DEL NULLA, ditemi anche questo. Ditemi tutto. Ma parlate. Sono stufa del silenzio, stufa di rincorrere e scappare, fare il primo passo ed aspettare, volare tra le nuvole e poi sfracellarmi a terra.




Buonanotte.






I feel so untouched...

giovedì 27 maggio 2010

A New Beginning...

Light At The End Of The Tunnel






Questa volta, lo intendo veramente. Questa volta, è per davvero. Questa volta, ho guardato il cielo e l'ho detto.




Non pensavo l'avrei mai fatto, e tanto meno pensavo che avrei mai voluto farlo. E invece.




Fa strano. Mi ci ero abituata. Era diventata una parte di me a tal punto che perderla suonava come perdere qualcosa di fisico, un organo o qualcosa del genere.




Dovrei spendere molte più parole per questo, ma ne ho già spese abbastanza, anzi, troppe.


La libertà deve avere un gran bel sapore... Ed io non vedo l'ora di assaggiarla.






I guess I knew that all along...

lunedì 17 maggio 2010

Don't let me get me

Sorry...






È arrivato. Non c'è voluto molto, avete visto?




Devo dirvi anche che la chimica di questi giorni non mi piace. Sono tutte reazioni strane, che non si dovrebbero azzardare. Il tempo fa schifo da due settimane buone, io non ho voglia di uscire o di vedere nessuno (credo sempre da due settimane buone) ed ho la testa completamente nel pallone e in stato confusionale (hmmm... sì, da due settimane buone!)...




Il risultato di questa reazione è qualcosa di totalmente fuori controllo, qualcosa che mi sta egregiamente sui coglioni, qualcosa che mi fa salire la merda al cervello e fare cose che non vorrei fare.




Mi riporta alla mente com'ero 6 o 7 anni fa... Il mio male interiore mi faceva trattare di merda tutti, ma soprattutto le persone alle quali tenevo di più. Non ho mai davvero capito perché, ma me lo sono sempre giustificata con la parola "masochismo". Come un volersi punire del modo schifoso in cui si è, uno sguazzarci dentro ancora di più.




Forse ho solo bisogno di sentire quel che si prova. Forse ho solo bisogno di farmi male. Forse ho solo bisogno di vedere se e quanto posso odiarmi più di quanto già faccia.




Ma voi non c'entrate un cazzo... o forse c'entrate troppo. L'unica cosa certa è che non meritate i miei scleri. Se voglio farmi male ci sono tanti modi, ma non posso ricorrere a ferire coloro a cui tengo di più... È troppo.






Is this a feeling I need to walk with?

venerdì 14 maggio 2010

Realtà ad occhi chiusi

Closed Eyes






Stavo cercando di rialzarmi, per l'ennesima volta. Questa volta aveva un sapore più convinto, più forte. Era diverso da tutte le altre volte, o se non altro recitava molto bene. Il peso di tutto sembrava essere più sostenibile, giusto un poco. Poca forza ero riuscita a raccogliere, ed ho scelto di investirla tutta in questo slancio, bruciando anche quella necessaria alla minima autodifesa dalle altre cose...


Questo ha fatto sì che l'ultimo colpo che ho ricevuto da quest'ultime mi ricatapultasse a terra e mi schiaffasse in faccia ciò da cui disperatamente sto cercando di scappare. Sto tenendo gli occhi chiusi, così non vedrò ciò che si impone prepotente dentro di me.




E poi, diciamocelo, queste notti "un po' così" non aiutano. Queste notti dove, senza un motivo particolare, tutti sembrano andare a letto alle 10 di sera, e tu rimani sola come un cane, coi tuoi pensieri, le tue debolezze, i tuoi difetti e tutta la loro compagnia.




So che arriverà quel momento. Lo so. E allora saranno cazzi. Ma non posso continuare così. Occhi chiusi. Terrò gli occhi chiusi, più che posso. E poi... poi si vedrà. Nessuno, occhi chiusi. Tutti, occhi chiusi. Non ci penso... Occhi chiusi.






Ho seppellito l'incoscienza del mio cuore...

giovedì 29 aprile 2010

The only thing we have to fear is... fear itself

Fear






Dicono che la paura sia un meccanismo di autodifesa presente nell'uomo per far sì che egli si blocchi dal buttarsi giù da un burrone solo perché gli va.




Chi ha inventato la paura, però, non ha messo in conto il fatto che io dal burrone non mi ci butterei comunque, perché non sarebbe la paura a frenarmi, bensì la certezza che farei una gran brutta fine. Non mi va di buttarmi giù da un burrone, perché dovrei farlo?




Ciò che invece mi va di fare, d'altronde, è sempre condizionato dalla paura. La paura è, quindi, un meccanismo di autoattacco, di passività autoindotta e di apatia. È un po' come essere sotto l'effetto del Prozac: ti sembra di essere sereno, magari addirittura felice, ma non ti rendi conto che in realtà sei solo anestetizzato, in un coma ad occhi aperti, e che quando c'è da ridere lo fai per abitudine e non sei sicuro di sapere il perché, e quando c'è da piangere... semplicemente non lo fai.




La paura è un blocco irrazionale, che va contro la propria volontà, contro il proprio benessere, i propri interessi e anche contro il famigerato istinto di sopravvivenza. Perché muoio mille volte di più quando osservo il burrone da dentro una cupola di vetro senza ossigeno, che quando decido di buttarmici. Perché ciò che può sembrare un letale salto da un burrone potrebbe essere in realtà un piacevole tuffo in un lago, magari quello dei nostri sogni.




La paura è anche il terreno fertile dell'ignoranza, della superstizione, della discriminazione, dell'odio e dell'assoluta piattezza. Se l'avere paura potesse essere concentrato, compresso e antropomorfizzato, sarebbe un individuo cieco, in grado di cogliere, con i suoi occhi totalmente neri, soltanto delle ombre; un individuo che ha sviluppato due AK-47 al posto delle braccia, e che va in giro mitragliando a caso qualunque cosa o essere incontri; un individuo che ha il cuore non pulsante e fatto di un materiale calcareo che tende a sgretolarsi.




Ora voglio guardare "Desperate Housewives" e non pensare più a niente. Prendere il cervello e metterlo in stand-by per 45 minuti. Ne ho bisogno. E se si azzardano di nuovo a non fare nemmeno una minima menzione di Katherine & Robin, mi incazzo a bestia.




Buonanotte a tutti voi...






Take my hand, I know we'll make it,


I'll let nothing slow us down,


I know you want to curse


this place, but there's only


one thing that's stopping us now...




Fear fear fear


of a new thing,


Fear fear fear


of the brass ring...




You ain't one for taking chances,


you work and live and breathe that 9 to 5...


Still that's what you call living,


that's surviving to me...




and surviving is living to die in


fear!

giovedì 22 aprile 2010

Straitjacket Feeling

Moving On...






Cerco di arrampicarmi e scalare a fatica, con tutte le mie forze, lo scivoloso monte della rabbia, della razionalità e dell'amor proprio. Voglio riuscire ad arrivare in cima e prendere un lungo respiro a pieni polmoni.




Perché mi odio così tanto da spacciare la resa per orgoglio, salvo poi deliberatamente farmi del male di nascosto, sperando sotto sotto che qualcuno se ne accorga comunque prima o poi.




C'è una cosa che proprio non sopporto, si chiama "ambiguità". E con questo termine non intendo l'ascoltare sia la musica Rock sia la Dance, il vestirsi in modo queer o robe così. Quella si chiama "apertura mentale", ed è ben altra cosa. L'ambiguità è prerogativa di tutte quelle questioni per cui o si è bianchi o si è neri, o è così o è pomì, e le vie di mezzo non possono essere contemplate.


Forse sbaglio io a considerare certe cose come facenti parte del secondo gruppo piuttosto che del primo, però io sento di essere nel giusto. Bisogna essere chiari, se non con le parole quantomeno nei fatti.




Voglio essere positiva. Sono un po' sul filo del rasoio, le forze in magazzino sono molto scarse, ma sono stata molto peggio. Sto testando la mia resistenza. L'estate sta per arrivare ed io voglio non dico abbracciarla, ma quantomeno accennarle un "ciao".


All'orizzonte ci sono tante cose, fosse che almeno mezza si realizza e magari anche nel modo giusto? Voglio crederci.






And when that memory slips away,


there will be a better view from here


and only lonesome you remains


and just the thought of you I fear, it falls away...