È un po' che non sto alla finestra di camera mia. Voi direte: "sticazzi, col freddo che fa". No, non è quello. Anzi. Diciamo che ho un certo sottile legame con il sapore dolce del dolore. Stare alla finestra d'estate non ha molto senso per me. L'ho fatto, ma non ha lo stesso significato, lo stesso sapore, appunto. Se piove, è ancora meglio. È per questo che non sopporto il freddo ma proprio non riesco ad odiare l'inverno. Mi dà sensazioni forti. Mi fa sentire viva. Culla il mio lato malinconico, ricorderete sicuramente. Ricordo quand'ero poco più di una bambina - o forse ero ancora una bambina -, la mia unica valvola di sfogo, la mia unica ora d'aria in un'esistenza che io vedevo esattamente come un carcere, era la finestra di camera mia. Solo che, possibilmente, la facevo durare più di un'ora, e al tempo si trattava di un'altra finestra, un'altra casa. Con metodo, mi mettevo la sciarpa, mi infilavo la giacca e aprivo la finestra. La luce immagino fosse sempre già spenta, non l'ho mai tollerata. Davanti a me c'era uno scenario strano, sicuramente suggestivo. Col senno di poi, mi spiace non averci mai fatto una foto; ve la mostrerei volentieri. Proverò a colmare con le parole, sperando che la memoria non mi abbandoni proprio ora: Ero al terzo piano, proprio come adesso, ma ho come l'impressione che là i piani fossero molto più alti. Sotto di me, c'era la strada che a sinistra portava ad una curva per poi nascondersi, e a destra faceva la stessa cosa, ma si intravedeva una salita che porta (tutt'ora) a casa di alcuni miei parenti.
lunedì 6 febbraio 2012
La Finestra
È un po' che non sto alla finestra di camera mia. Voi direte: "sticazzi, col freddo che fa". No, non è quello. Anzi. Diciamo che ho un certo sottile legame con il sapore dolce del dolore. Stare alla finestra d'estate non ha molto senso per me. L'ho fatto, ma non ha lo stesso significato, lo stesso sapore, appunto. Se piove, è ancora meglio. È per questo che non sopporto il freddo ma proprio non riesco ad odiare l'inverno. Mi dà sensazioni forti. Mi fa sentire viva. Culla il mio lato malinconico, ricorderete sicuramente. Ricordo quand'ero poco più di una bambina - o forse ero ancora una bambina -, la mia unica valvola di sfogo, la mia unica ora d'aria in un'esistenza che io vedevo esattamente come un carcere, era la finestra di camera mia. Solo che, possibilmente, la facevo durare più di un'ora, e al tempo si trattava di un'altra finestra, un'altra casa. Con metodo, mi mettevo la sciarpa, mi infilavo la giacca e aprivo la finestra. La luce immagino fosse sempre già spenta, non l'ho mai tollerata. Davanti a me c'era uno scenario strano, sicuramente suggestivo. Col senno di poi, mi spiace non averci mai fatto una foto; ve la mostrerei volentieri. Proverò a colmare con le parole, sperando che la memoria non mi abbandoni proprio ora: Ero al terzo piano, proprio come adesso, ma ho come l'impressione che là i piani fossero molto più alti. Sotto di me, c'era la strada che a sinistra portava ad una curva per poi nascondersi, e a destra faceva la stessa cosa, ma si intravedeva una salita che porta (tutt'ora) a casa di alcuni miei parenti.
domenica 5 febbraio 2012
Home Sweet Home
Home sweet home.
Blog nuovo, vita nuova? Speriamo.
Intanto, vorrei scusarmi per l'attesa. Vorrei scusarmi in primis con me stessa, perché molte volte ho avuto l'impulso di scrivere (cosa rara di questi tempi per me), e non l'ho colto, in attesa di chissà quali novità dal supporto Blogger, novità che ovviamente mi sono stancata di aspettare, e quindi eccomi qui.
Credo che tra qualche ora scriverò di nuovo, ma questo post era solo per darvi il benvenuto ufficiale nella mia umile e novella dimora.
Spero gradiate la vostra permanenza a tal punto da voler tornare. In tal caso, vi ricordo e vi invito caldamente ad iscrivervi a feeds, RSS, mailing list, cazzi e stramazzi vari di vostra preferenza per stare aggiornati sui nuovi contenuti del blog.
Il redirect di Splinder stranamente funziona, ma non so quanto durerà, quindi, nel caso abbiate ancora l'indirizzo Splinder nei vostri Preferiti/Segnalibri, vi consiglio di aggiornarlo al più presto con il nuovo.
Vi ricordo per l'ennesima volta - ma cercherò di fare in modo che sia l'ultima - che l'archivio 2009-2011 di "Ordine Scarso" (cioè una copia del vecchio blog Splinder) è raggiungibile mediante un link posto proprio nella sezione dell'attuale archivio, che si trova a destra del blog.
Dopo questo noiosissimo ma (quasi) inevitabile post di assestamento nella casa nuova, vi saluto e vi abbraccio.
Come già detto, spero di tornare qui tra poco con un nuovo (vero) post.
Ciau!
mercoledì 4 gennaio 2012
The Last Goodbye...
Ci è voluto un po' di tempo, ma ho finalmente finito di sistemare il mio piccolo spazio. Frase ambivalente, perché posso dire la stessa cosa sia di camera mia (devastata dopo che mio padre ha deciso di fornirla di calorifero), sia del mio nuovo blog.
Sarete curiosi (o almeno spero) di visitare un po' il mio nuovo rifugio. Non ci sono ancora posts, ma l'ho già munito di tutto ciò che serve, compreso un link alla copia IoBloggo di questo blog Splinder subito sotto all'area che sarà dedicata all'archivio posts... Una cosa fatta bene, insomma.
Devo dire che Blogger è un PARADISO, anni luce da Splinder o da qualsiasi altra piattaforma si possa immaginare. Semplicissimo da usare, personalizzabile al massimo e con mille funzioni, tra cui un tracker attivato di default! :O
Quasi quasi sono contenta di tutto 'sto casino... Col senno di poi, certo, perché lì per lì (e settimane seguenti) è stata una tragedia, ed ho davvero temuto di non potere fare nulla per salvaguardare i contenuti del mio blog.
Ma ora è acqua passata, e non vedo l'ora di inaugurare il mio nuovo, confortevole, caldo spazio! :)
Blah blah blah, direte voi. E avete ragione. Due ore che sforno parole, e ancora nemmeno un diavolo di link. Rimediamo subito: http://ordinescarso.blogspot.com/
Aggiornate i vostri Segnalibri/Preferiti, e ricordatevi che, in caso di necessità, il link alla copia dell'archivio Splinder è presente nel nuovo blog, nella zona dedicata all'archivio. Questo può anche servirvi nel caso vogliate evitare di avere più di un Segnalibro di questo blog.
A breve, esporterò questi ultimi posts/commenti sulla copia IoBloggo ed attiverò il redirect da questo blog a quello nuovo. Ci rivediamo là.
Salvo commenti ai quali risponderò molto volentieri, queste saranno le mie ultime parole qui... Fa uno strano effetto.
Ciao, blog. Grazie di tutto.
venerdì 9 dicembre 2011
Addio, Blog...
È un po' che ne parlo, di chiudere il blog. Quando l'ho inaugurato non ero molto sicura della piattaforma, ma alla fine per diversi fattori scelsi Splinder. Però insomma, possiamo dire con una certa sicurezza che questo blog è un po' "nato male", viste queste premesse... Tra l'altro, voi non lo sapete, ma nei mesi passati mi aveva anche più volte sfiorato l'idea di chiudere questo blog per aprirne un altro. Una cosa più simbolica che altro. Ancora più simbolico il fatto che non sia mai riuscita a farlo... Mai, prima di adesso, che sono obbligata a farlo per cause di forza maggiore, aka dismissione del servizio blog di Splinder a partire dal 31 Gennaio 2012.
Sono un po' di giorni che perdo ore ed ore a cercare di capire come non perdere il mio prezioso diario per sempre, e finalmente credo di essere giunta a qualcosa di simile ad una soluzione.
Purtroppo, è pressocché impossibile migrare da Splinder ad un'altra piattaforma sicura ed affidabile (l'unica, secondo me, Blogger aka BlogSpot), perché il file d'esportazione XML fornito da Splinder è incompatibile con tale piattaforma. In rete si trovano scorciatoie e metodi alternativi che però finiscono solo per farti perdere del gran tempo, venire del gran nervoso ed incasinare il tutto ancora di più.
Durante la mia ricerca disperata d'informazioni utili per salvare il mio blog, ho trovato il post di una ragazza che diceva di essere riuscita ad importare il proprio blog Splinder su piattaforma IoBloggo in pochi minuti e senza problemi. Ha però poi aggiunto di voler tenere quel blog solo come archivio e di volerne aprire un altro altrove.
Ovviamente, mi sono fiondata subito sul sito di IoBloggo, e, dopo averlo utilizzato ai fini dell'importazione del mio blog, ho capito i motivi per cui la ragazza in questione abbia deciso di non continuare la propria attività di blogger sulla medesima piattaforma, ma di recarsi altrove. Diciamo che IoBloggo è fatto bene, è molto personalizzabile, e con l'importazione da Splinder ha fatto magie. Però è anche molto macchinoso, la mappa del sito è gestita male, e, soprattutto, ha un banner pubblicitario piuttosto grande proprio in cima all'homepage del proprio adorato blog. Senza contare che, nonostante i suoi annunci dicano il contrario, diciamo che non è esattamente il prototipo di affidabilità, e quindi domani potrebbe tranquillamente annunciare la chiusura senza troppi complimenti.
Questo per dirvi che anch'io ho deciso di trasferirmi altrove, probabilmente su Blogger, e che il blog importato su IoBloggo sarà da considerarsi il suo "archivio".
Per adesso vi linko l'indirizzo a questo blog su IoBloggo, così potete aggiornare i vostri Preferiti/Segnalibri nel caso voleste conservarlo.
http://ordinescarso.iobloggo.com
Prossimamente, scriverò un altro post nel quale vi fornirò il link al nuovo blog. Inoltre, qualche giorno prima del 31 Gennaio 2012, attiverò il redirect automatico da qui al nuovo blog.
A presto!!!
(P.S.: Se volete commentare, vi invito a farlo qui, finché il blog è attivo. Sarà mia premura importare gli ultimi posts e commenti sull'archivio di IoBloggo prima della chiusura di Splinder.)
venerdì 28 ottobre 2011
Yes, I'm still alive.
Non ho particolare voglia di spremere le meningi per pensare ad un'immagine, ad una canzone, ad un titolo... Ma volevo rispolverare un po' 'sto posto, e quindi eccomi qua.
I visitatori direi che sono al 99% casuali, e forse l'aspetto più interessante di questo blog, oramai, è leggere le parole chiave che portano i più svariati tipi di ignari cibernauti da queste parti.
Ma, come sapete, sono piuttosto affezionata a questo blog. Si è sorbito, insieme, un tempo, ai suoi lettori abituali, gran parte dei problemi, e sembranti tali, che mi affliggono.
Mi sono accorta che le novità non sembrano essere mai abbastanza. Ma meno male che ci sono, sennò a quest'ora chissà dove sarei. Il lavoro non so come procederà, e al momento la situazione è alquanto critica, ma voglio sperare bene, voglio pensare positivo.
Nel frattempo mi sono anche iscritta a scuola guida, alla buon'ora... È un progetto che mi piace e mi stimola. Nonostante qui non si navighi nell'oro, non credo me ne pentirò.
Mi fa un po' sorridere come i più grandi tormentati dall'amore, dai sentimenti e dal mal-di-vivere, trovino opportuno sindacare sulla mia vita. Per scherzo, certo. Ma intanto lo fanno.
Lo so, sono diversa. Il fatto che tormenti più voi di quanto tormenti me, credo la dica lunga. La mia volontà è, udite-udite, mia, ed è a dir poco ridicolo, arrogante e presuntuoso che qualcuno pensi di saperne di più di me al riguardo. Vorrei che, per una volta, dimenticaste quel paio di cifre che è la mia età e, ancora di più, quel paio di cifre che è la vostra età, e provaste semplicemente a capire che ognuno ha esigenze diverse, che il fatto che voi siete nati prima di me non cambierà nemmeno tra millemila anni, ma questo non deve, o non dovrebbe, farvi pensare di essere superiori a me, in nessun modo, nemmeno in amicizia, nemmeno per scherzo, nemmeno per un consiglio.
Vi faccio un esempio molto pratico: volete darmi un consiglio? Ma io lo apprezzo tantissimo. Bene. Provate ad iniziare con un: "secondo me", piuttosto che con un: "sono più grande di te, vedrai che un giorno mi darai ragione". Perché se continuate a fare i maestrini, tra qualche anno nemmeno ci parleremo più. E sì, la sto facendo tragica, ma alla fine non è né più né meno del modo in cui funzionano le cose nella realtà.
Fidatevi - voi di me - che non ho nessunissimo problema, ed anzi, mi piace trarne beneficio, quando riconosco che una persona ha qualcosa da insegnarmi. Ma vi assicuro che voi non siete nella posizione adatta. E vi assicuro ancor di più che questo fattore non dipende dall'età.
Ora mi sono rotta il cazzo di scrivere qui, quindi per ora vi saluto. Come ho detto all'inizio, non mi va di pensare ai vari, bellissimi, fronzoli, quindi per una volta mi concederò il lusso di buttare qualcosa un po' così, nonostante l'umore non sia terribilmente sotto le scarpe.
Alla prossima!
mercoledì 7 settembre 2011
Goodbye, Summer...
È passato qualche tempo dall'ultimo post... Più di un mese. EuroPride, GaGa, Bon Jovi... la mia estate è stata questo. La mia estate è stata anche trovare un lavoretto. Non è per la vita, ma quale lavoro lo è di questi tempi? Sono contenta di lavorare. E non m'importa molto se lo sto facendo ad agosto. Anzi, forse è anche meglio. L'estate ha sempre avuto un sapore un po' insipido per me, per quanto io allo stesso tempo ne ami la spensieratezza, la temperatura e tutto il resto che le si addice. Lavorare in agosto le dà un po' più di senso.
Per il resto, la stessa solita roba. Ogni tanto mi attraversi la mente. Ogni tanto sei un po' più insistente del solito. Ma vado avanti, non mi concedo di fare altrimenti. Ti amo, ti odio, non ne voglio più sapere, vorrei sapere ogni singolo dettaglio.
Poche serate di svago quest'estate, si contano sulle dita di una mano. Il livello alcolico è riuscito comunque a rimanere più che soddisfacente, per quanto mi verrebbe da dire che in realtà it's never enough.
Settembre è già arrivato, ed io letteralmente non me ne sono neanche accorta. È preoccupante. Più che altro è un'ansia, perché io mi trovo al solito bivio/vicolo cieco/boh in cui mi trovo ogni anno in questo periodo da ormai tre anni a questa parte.
Avere un lavoro è un'ottima scusa (valida, for a change) per procrastinare qualsiasi riflessione a riguardo. Un po' perché effettivamente manca il tempo materiale, un po' perché volendo l'obiettivo è già stato raggiunto. Sì, vabbè, lo so, quest'ultima rende molto poco ed, anzi, fa piuttosto ridere. Però effettivamente presa dal verso giusto è una cosa vera. Hai un lavoro, sei più o meno realizzato, di certo non pensi a cosa fare di forse pseudo-utile per un futuro che non si sa bene se e come arriverà. Ti va bene così... no? No, infatti. Ma il punto è che se riuscivo a trovare scusanti/alibi in condizioni di ozio/passività totale, potete capire cosa sia in grado di fare adesso che ho un lavoro, seppur temporaneo.
Un bacio, carezze, abbracci. Il nulla. E non ho capito bene se non ho voluto io o non ha voluto lei. Ma non importa, immagino che ormai sia già acqua passata. E si sa, di questi tempi l'acqua passa veloce, molto veloce.
Se non altro, ora la mia linfa vitale, la musica, sa veramente di buono. Grazie, casse nuove. Vi amo.
In bilico
tra tutti i miei vorrei,
non sento più
quell’insensata voglia di equilibrio
che mi lascia qui,
sul filo di un rasoio
a disegnar capriole che a mezz’aria mai farò...
Non senti che
tremo mentre canto?
Nascondo questa stupida allegria
quando mi guardi...
Non senti che
tremo mentre canto?
È il segno di un’estate che
vorrei potesse non finire mai...
lunedì 25 luglio 2011
Take me back to Udàin Road...!
Tornare a scrivere qui sul blog è davvero una fatica, adesso. Ci ho provato persino ieri, ed ho chiuso tutto senza concludere niente. Ora ci riprovo. È difficile perché i due eventi che sapevo avrebbero caratterizzato la mia estate sono ormai passati. E la mia estate non l'hanno solo caratterizzata: l'hanno segnata, l'hanno dipinta di magia, l'hanno stravolta. Ma che "estate"?!? La mia VITA!
È come se la mia intera vita (a partire dall'adolescenza fino ad adesso) fosse stata sottoposta ad un processo di sintesi e racchiusa in una bottiglia della capacità di un mese e poco più.
La prova vivente, palpabile, urlante che può esistere e c'è una linea di continuità in tutto questo. Io sono ciò che ero ed ero ciò che sono: un essere in continuo divenire, che non dimentica, ma impara, non butta via, ma digerisce ed assimila, non abbandona, ma si arricchisce.
Andare ad un concerto, specialmente se non è un semplice concerto ma una vera e propria esperienza, specialmente se non è "un" concerto ma IL concerto, specialmente se è dei Bon Jovi, specialmente se contempla anche un camping out e dei tuoi cari amici, è qualcosa di strano. Qualcosa di buggoso (difettoso, se vi piace di più) per definizione. È come la nottata d'amore passionale una volta all'anno tra due amanti costretti a vivere distanti. Perché vivere distanti significa vivere d'istanti. Istanti che vanno via rapidi, rumorosi e silenziosi allo stesso tempo, fugaci. L'amore della tua vita, coloro che hanno dato un senso a quella tua vita, sono lì, davanti a te, per te, con te... per poche ore... e poi via, vieni risbattuto violentemente nella tua realtà, quella realtà in cui loro sono solo un'idea, una fantastica, bellissima, impalpabile idea. Eppure io li ho visti, con i miei occhi. Li ho sentiti, con le mie orecchie. Li ho percepiti, col mio cuore. Erano lì, cazzo.
E ora l'assordante silenzio della loro mancanza. L'accecante vuoto di memorie fotografiche ed emotive che fanno fatica ad arrivare o a sopravvivere. Il caos.
Non voglio nemmeno provare ad elaborare un pensiero che descriva le emozioni e le sensazioni provate prima, dopo e durante il concerto. Sarebbe assolutamente inutile. Non vuole essere superbia la mia quando dico che non capireste, non potreste capire. E questo al di là del fatto che io sicuramente non saprei spiegare, non saprei articolare con le parole giuste. O forse il punto è proprio che le parole giuste non esistono. Certe cose non si possono spiegare. Le parole a volte sono una gabbia; l'avevo scritto mesi fa, sentimenti fa. Lo riscrivo adesso, perché non c'è nulla di più vero. L'importante è capire quando questo è il caso, ed evitare quindi di infilarcisi in quella gabbia, lasciare spazio al silenzio ed ovviare in altro modo, quando possibile. Su queste fredde pagine virtuali, ciò non è possibile. E quindi vi lascio al prezioso, malinconico silenzio, che poi è, in fondo, anche ciò a cui sono stata lasciata io.
These days the stars seem out of reach,
these days there ain't a ladder on the streets,
these days are fast,
nothing lasts in this graceless age...
Even innocence has caught the midnight train
and there ain't nobody left but us these days!

